Firenze 26 Marzo 2025
Impossibile descrivere l’emozione che si prova entrando in questa Grande Sala di una magnificenza quasi irreale, la più importante del trecentesco Palazzo della Signoria a Firenze. Questo splendido ambiente ospitò il Maggior Consiglio al tempo della Repubblica di Girolamo Savonarola (che lo fece costruire in soli sette mesi nel 1495/1496), espresse poi la potenza politica e culturale del Granduca Cosimo I dei Medici, fu la Camera dei Deputati negli anni di Firenze capitale d’Italia dal 1865 al 1871, ancora oggi è sede del governo della città. Imponente per dimensioni (lunga 54 metri) e altezza (18), la sala è arricchita dal magnifico soffitto a cassettoni, dalle statue in marmo opera, tra gli altri, di Michelangelo e del Giambologna e dalle pareti affrescate dal poliedrico artista Giorgio Vasari.

Cosimo I dei Medici (1519-1574), con la sua lungimiranza e capacità costruì le basi della Toscana moderna riunendo le due Repubbliche rivali, Firenze e Siena, in un nuovo stato i cui confini corrispondono più o meno a quelli della regione oggi. Per esaltare la sua glorificazione, il Salone dei Cinquecento subì una radicale trasformazione ad opera di Giorgio Vasari, divenendo da luogo di celebrazione della potenza della Repubblica al salone di rappresentanza del Duca, dove egli riceveva gli ambasciatori e dava udienza al popolo.

Il salone fu rinnovato quando il principe Francesco, figlio primogenito di Cosimo I dei Medici, si sposò con Giovanna d’Asburgo nel dicembre del 1565. Per festeggiare sontuosamente il matrimonio, il Granduca Cosimo I decise di compiere molte innovazioni nella Sala Grande, commissionando i lavori al grande e poliedrico artista e architetto del momento Giorgio Vasari (1511/1574), che, sentendosene onorato, accettò con molto entusiasmo, come testimoniano alcune lettere da lui scritte, dichiarandovi le sue intenzioni di creare qualcosa la cui magnificenza avrebbe dovuto superare quella di ogni altra opera esistente, destinata perciò a suscitare stupore e meraviglia: decorazioni splendenti, pitture raffiguranti soggetti che celebrassero le vittorie fiorentine del Granduca in varie battaglie. Ma chi era Giorgio Vasari? Fu il primo storico dell’arte ma anche pittore, architetto, scenografo. Creò il primo museo (parte superiore della galleria degli Uffizi) e la prima Accademia del disegno. Nel Salone dei Cinquecento c’è la summa della sua arte e del suo pensiero.

Nel 1560 Michelangelo scrisse al Vasari una lettera in cui, complimentandosi per ciò che era già stato fatto, gli suggerì di alzare di “dodici braccia” (circa 7 metri) l’altezza della sala; cosa che Vasari fece. Gran parte di questi documenti sono stati esposti alla Mostra La Sala Grande Giorgio Vasari per Cosimo I de’ Medici conclusasi il 9 marzo scorso.
Lo stupendo soffitto di questa sala fu eseguito grazie a una robusta base di legno a cassettoni, sui quali vennero dipinti episodi della storia di Firenze e della Toscana guidata da Cosimo I. Ci sono rappresentazioni delle sue vittorie contro Siena, Pisa ed altre città toscane, tutte immagini di battaglie di cui anche noi oggi, grazie al Vasari, possiamo avere un’idea realistica. Sempre sul soffitto, alcune scene raffigurano Papa Clemente IV che consegna la propria insegna ai Capitani di parte guelfa fiorentini e pistoiesi, il suo dono per avere conquistato Siena.
Alla riuscita dell’impresa, coordinata da Vasari e posta in opera fra il 1563 e il 1565 (fatta eccezione per gli affreschi), risultò indispensabile l’abilità delle maestranze delle Fabbriche Medicee.

L’artista riuscì a completare tutta questa straordinaria opera in tempi decisamente ristretti, con un risultato davvero magnifico e grandioso. Molte furono le variazioni al progetto decorativo della sala fatte in corso d’opera. Sulle pareti ci sono gli affreschi raffiguranti la Presa di Porta Camollia a Siena, la Battaglia di Marciano ed altri affreschi della guerra di Siena, delle quali alcune fatte su richiesta dello stesso Cosimo I. Infatti, Cosimo chiese al Vasari di essere dipinto in modo da poterlo ricordare non solo per le terre da lui acquisite, ma anche per le sue virtù morali, politiche e culturali: “per maggiore espressione del figurato”, come Cosimo stesso suggerì all’artista.
Finalmente, nel dicembre 1565 fu celebrato il matrimonio tra il principe Francesco e Giovanna d’Austria, in quella Sala Grande che anche oggi ammiriamo, trasformata per l’occasione in uno spettacolare luogo sfavillante di luci, sfere trasparenti e di vari colori, addobbi, pareti tutte affrescate con meravigliose opere d’arte che crearono stupore negli aristocratici ospiti provenienti dalle corti di tutta Europa.

Le scene che descrivono le guerre contro Pisa e Siena invece non erano ancora state dipinte ai tempi del matrimonio, ma sulle pareti erano raffigurati panorami di altre città toscane. La Battaglia di Cascina avrebbe dovuto essere un affresco di Michelangelo da collocare nel Salone dei Cinquecento. L’artista lo cominciò, senza però concludere l’opera perché fu chiamato a Roma da Papa Giulio II. La Battaglia di Anghiari fu, invece, un affresco di Leonardo da Vinci, databile al 1503-1504 e commissionato, sempre per il Salone dei Cinquecento, ma, a causa di una nuova, inadeguata tecnica, usata dal pittore, il dipinto si degradò in modo irreparabile. Allora Vasari la rifece sulla stessa parete, ma non è dato sapere se qualcosa è rimasto sotto tale successivo affresco; come resta un mistero se sia completamente distrutta ogni precedente traccia leonardiana.

Le pareti est e ovest poi sarebbero state finite negli anni successivi, con gli affreschi delle sei grandiose scene militari riferite alle guerre contro Pisa e contro Siena.
Il Salone dei Cinquecento ci permette di seguire dall’inizio alla conclusione, tutto il grandioso percorso fatto da Vasari per creare questo capolavoro che contribuisce ad arricchire Palazzo Vecchio e Firenze e far ricordare Cosimo I de’ Medici e le sue imprese.
Immagine di apertura: come si presentava il Salone dei Cinquecento nell’allestimento della recente mostra a lui dedicata (foto di Nicola Neri)




