Una grande lentezza in una situazione sempre più drammatica. Mentre Jake Wood, il Direttore di “Gaza Humanitarian Foundation”, la Ong privata sostenuta da Israele e dagli Usa per fornire scorte alimentari a Gaza, si dimette e i Paesi Europei ancora non sospendono l’accordo di associazione con Israele e la fornitura di armi, la gente muore di fame. L’ingresso degli aiuti ora è iniziato, ma con il contagocce. Tanto che i primi tir che hanno varcato i cancelli sono stati presi d’assalto dalla popolazione stremata. L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura stima che dal blocco degli aiuti umanitari l’apporto calorico medio pro capite al giorno sia crollato al 67 per cento del minimo necessario per la sopravvivenza, cifra che scenderà ulteriormente se gli aiuti non arriveranno, o arriveranno in quantità insufficiente. Ciononostante Israele continua a intensificare le operazioni militari nella Striscia. La fame è solo un aspetto di questa situazione drammatica. Gli attacchi agli ospedali e agli operatori sanitari – ne sono stati uccisi oltre 1400 – sono e sono stati incessanti: Gaza ha registrato il maggior numero di attacchi all’assistenza sanitaria di qualsiasi altro Paese in conflitto nel 2024. Molti ospedali sono stati bombardati e distrutti soprattutto nelle zone settentrionali. Le cure specialistiche sono inesistenti. L’”European Gaza Hospital”, l’unica struttura in grado di effettuare interventi chirurgici oncologici non è più in funzione. Il governo israeliano ha anche preso di mira le infrastrutture civili necessarie alla sopravvivenza dei palestinesi, con l’89 per cento dei sistemi idrici distrutti e il 92 per cento delle abitazioni crollate o inagibili. Il 90 per cento della popolazione si trova costretto oggi in spazi abitativi sovraffollati con scarso accesso all’acqua pulita, dove si diffondono le malattie infettive. Confrontando i dati annuali del 2023 e del 2024, i casi di diarrea acuta sono aumentati di 36 volte mentre quelli di ittero acuto (spia di una epatite A) di 384 volte! Per non parlare della strage di bambini: in questo conflitto ne sono stati uccisi 18mila e ogni giorno ne muoiono, in media, 35. Gaza ospita anche la più grande coorte di piccoli amputati della storia moderna. E a chi sostiene che c’è una sovrastima, è bene ricordare che questi dati sono stati appena pubblicati dalla rivista medica “Lancet”, una delle più autorevoli del mondo!

Franca Porciani
Toscana, milanese di adozione, laureata in Medicina e specializzata in Geriatria e Gerontologia all'Università di Firenze, città dove ha vissuto a lungo, nel 1985 si è trasferita a Milano dove ha lavorato per oltre vent'anni al "Corriere della Sera" (giornalista professionista dal 1987) occupandosi di argomenti medico-scientifici ma anche di sanità, cultura e costume. Segue da tempo la problematica del traffico d'organi cui ha dedicato due libri, "Traffico d'organi, nuovi cannibali, vecchie miserie" (2012) e "Vite a Perdere" (2018) con Patrizia Borsellino, editi entrambi da FrancoAngeli. Appassionata di Storia dell'Ottocento, ha scritto per Rubbettino "Costantino Nigra, l'agente segreto del Risorgimento" (2017, finalista al Premio Fiuggi Storia). Insieme ad Elio Musco ha pubblicato con Giunti "Restare giovani si può" (2016), tradotto in francese da Marie Claire Editions, "Restez Jeune" (2017). Nel gennaio del 2022, ancora con Rubbettino, ha pubblicato "Cavour prima di Cavour. La giovinezza fra studi, amori e agricoltura". A settembre del 2025, è uscito "La Dama Bianca" (Mursia), di cui è autrice insieme a Gabriele Moroni.

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