E siamo arrivati alla fine dell’anno che per noi de ilbuongiorno.com è una data importante: la rivista ha sei anni di vita (il numero di esordio fu nel dicembre 2019) e quasi non ce ne siamo accorti. Ma guardandoci indietro la soddisfazione è quasi incontenibile: quella che sembrava poco più di una scommessa tra amici si è rivelata una realtà che dura nel tempo, consolidata grazie ai meravigliosi collaboratori che vi scrivono e ai tanti sostenitori. Direte, c’è poco di che essere felici: il conflitto in Ucraina sembra non dover finire mai e se la strage di Gaza pesa sulla coscienza degli israeliani, inevitabilmente non risparmia la nostra, vista l’impotenza dell’Europa a mettere fine a questa carneficina. Un’Europa litigiosa con a capo una Presidente che non vuole più nessuno, in caduta di consensi. Ursula von der Leyen può vantarsi di tanti errori, ha devastato l’industria europea con l’ossessione del green deal e ora ha cercato di regalare a Volodymyr Zelenski duecento miliardi di proprietà di Mosca, incurante del fatto che questo avrebbe provocato la sicura rappresaglia economica e giudiziaria del Cremlino. Ma avrebbe anche messo in forse la sicurezza dei capitali depositati nel vecchio Continente con il rischio che si volatilizzassero verso lidi più sicuri. Senza dimenticare il fanatismo della signora Kaja Kallas, Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri (non si sa perché vista la sua ignoranza della storia europea) in rotta di collisione bellica con la Russia sempre e comunque, senza un’ombra di mediazione diplomatica. Per ora il rischio di utilizzare gli asset russi per finanziare l’Ucraina sembra rientrato, ma noi ci troviamo costretti a sperare che Donald Trump, proprio lui, arrivi ad un accordo di pace. No comment! Non ci resta che goderci le festività natalizie tra pranzi e cenoni lunghi come un’assemblea di condominio e quanti più regali è possibile, nonostante le ristrettezze attuali. Buon Natale a tutti i lettori, ci rivediamo a Gennaio 2026!
