La casetta in pietra nel bosco a Palmoli, almeno come si è vista nelle riprese televisive, sembra quella della dei sette nani di hollywodiana memoria, con i lettini in ordine, una cucina allegra, il cavallo bianco e l’asino fuori dalla porta. Eppure su questa casa e lo stile di vita dei suoi abitanti, la coppia anglo-australiana con i loro tre bambini, è sceso il silenzio: il provvedimento del Tribunale dei minori dell’Aquila ha sospeso la potestà genitoriale e disposto il collocamento dei bimbi in una comunità educativa. La mamma è andata con loro, il padre si è rifugiato a Chieti da amici. Una famiglia disintegrata, ma perché? I capi di accusa sono la mancanza di servizi igienici, di riscaldamento e di acqua corrente e il fatto che i bambini non vanno a scuola, nonostante sembrino stare benissimo. Ma non ci ricordiamo che in Italia fino agli anni Cinquanta soprattutto in campagna, il bagno era una rarità riservata a pochi, e il gabinetto spesso non esisteva? Senza voler ricordare le case grotta di Matera, gli affollatissimi Sassi, senza acqua e servizi igienici, abbandonati, e a fatica, soltanto negli anni Sessanta perché gli abitanti non volevano rinunciare a quella vita di comunità. La casetta di Palmoli con il suo tornare volutamente indietro nel tempo ci fa – inevitabilmente – riflettere sulle nostre comodità, sul modo di abitare attuale fra detersivi, raccolta differenziata, televisione, allarme e elettrodomestici di ogni tipo. La Società Occidentale ha sempre avuto il vizio di considerarsi la migliore al mondo cercando di imporre il suo modo di vivere ovunque le è stato possibile. E se viene criticata, diventa furiosa, impositiva, non ammette dubbi e comportamenti diversi. E per quanto riguarda la scuola colpisce il fatto che proprio in questi giorni il Ministero dell’Istruzione abbia fatto sapere che, contrariamente a quanto era parso all’inizio, i bimbi di Palmoli sono in regola con il percorso scolastico. L’educazione parentale è ammessa in Italia come in altri Paesi, e si sta diffondendo. Nell’anno scolastico 2020-2021 gli studenti istruiti a casa risultavano al Ministero oltre 15mila, mentre nel 2018-2019 erano appena 5mila. Negli ultimi anni sono aumentati ulteriormente, arrivando a circa 16mila l’anno scorso (nel Regno Unito 60mila). Allora che cosa manca ai piccoli della casetta nel bosco? La vasca da bagno e il gabinetto? Si può rimediare…..

.

Franca Porciani
Toscana, milanese di adozione, laureata in Medicina e specializzata in Geriatria e Gerontologia all'Università di Firenze, città dove ha vissuto a lungo, nel 1985 si è trasferita a Milano dove ha lavorato per oltre vent'anni al "Corriere della Sera" (giornalista professionista dal 1987) occupandosi di argomenti medico-scientifici ma anche di sanità, cultura e costume. Segue da tempo la problematica del traffico d'organi cui ha dedicato due libri, "Traffico d'organi, nuovi cannibali, vecchie miserie" (2012) e "Vite a Perdere" (2018) con Patrizia Borsellino, editi entrambi da FrancoAngeli. Appassionata di Storia dell'Ottocento, ha scritto per Rubbettino "Costantino Nigra, l'agente segreto del Risorgimento" (2017, finalista al Premio Fiuggi Storia). Insieme ad Elio Musco ha pubblicato con Giunti "Restare giovani si può" (2016), tradotto in francese da Marie Claire Editions, "Restez Jeune" (2017). Nel gennaio del 2022, ancora con Rubbettino, ha pubblicato "Cavour prima di Cavour. La giovinezza fra studi, amori e agricoltura".

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.