Che ne sarà di Gaza? Quale futuro avrà quella terra tormentata? Certo è che la strage di cui è stata vittima si lascia dietro una generazione di orfani traumatizzati, mutilati, senza punti di riferimento, con segni psichici così profondi da diventare indelebili. Intanto, l’annuncio di un Consiglio di Pace guidato da Donald Trump, rivela che la Striscia diventerà una colonia e che i suoi abitanti saranno esclusi da qualsiasi decisione. La «seconda fase» alla Trump non significa ricostruzione postbellica, ma consolidamento dei risultati della guerra. Il colonialismo moderno opera con decisioni economiche e politiche: guardate la mappa presentata a Davos dagli Stati Uniti per la ricostruzione. La visione americana affidata a Jared Kushner, genero del Presidente e abile imprenditore, mostra mappe e rendering della “Nuova Gaza”, con progetti per un porto, un aeroporto e grandi infrastrutture (i lavori dovrebbero durare oltre due anni e costare 30 miliardi di dollari). La pianificazione delle aree è fatta senza alcuna considerazione per le città e i villaggi da cui le persone provengono o per i legami sociali esistiti finora. Purtroppo siamo di fronte ad un business plan costruito su un genocidio con tanti, troppi, morti sotto sessanta milioni di tonnellate di detriti: cadaveri che ora sono soltanto ostacoli da rimuovere. Nel piano del Consiglio di Pace di cimiteri non si parla; solo grattacieli, hotel, porti turistici, centri commerciali. E si parla di ricostruzione quando ancora adesso gli aiuti sono totalmente insufficienti, i rifugi non esistono (pochi giorni fa un altro bambino è morto per il freddo), i cecchini e i droni uccidono (quattro vittime durante lo show di Davos), il valico di Rafah è stato appena riaperto. La ricostruzione voluta da Trump non vuole restituire dignità e diritti ai palestinesi, punta a ridistribuire la terra secondo altri interessi. Ma Gaza deve avere – ribadiamolo con forza – un chiaro riconoscimento: chi ha subito il crimine è l’unico ad avere il diritto di determinare il proprio futuro. Sembra l’unica strada accettabile, ma difficilmente sarà percorsa…..
