Viareggio 27 Febbraio 2024

Luci, colori, immagini, forme e personaggi inconsueti che abbagliano il visitatore, lo trovano impreparato ma piacevolmente pronto a sorprese ed imprevisti. È il colpo d’occhio di una mostra affascinante che riunisce una selezione di opere di Lucio Venna e Giorgio de Chirico, esponenti, molto famoso il secondo, un po’ meno il primo, di due movimenti artistici molto importanti del primo Novecento: Futurismo e Metafisica. “Maschere movimento manifesti Lucio Venna e Giorgio de Chirico – Innovazioni del primo Novecento” è allestita a Viareggio a Villa Argentina dalla Fondazione Carnevale fino al 5 maggio 2024, con il patrocinio della Provincia di Lucca e del Comune di Viareggio.

Il manifesto disegnato da Lucio Venna per il Carnevale del 1928 è stato scelto come immagine simbolo della mostra

Lucio Venna, pseudonimo di Giuseppe Landsmann (1897-1974) è un pittore veneziano che approda a Firenze giovanissimo e aderisce al movimento Futurista.  Nel 1922, deluso e avvilito per le sorti del sogno futurista, abbandona la pittura e diventa cartellonista. Realizza grafica pubblicitaria, manifesti, copertine di libri, riviste, vignette, studi e bozzetti e fa anche fugaci esperienze nel campo del cinema come attore e aiuto-regista. Nella mostra sono esposti fra l’altro i manifesti per il Carnevale del 1926 e del 1928 con una quantità di bozzetti, acquerelli e disegni originali recentemente restaurati.
Nel 1926 Lucio Venna sceglie l’immagine di un misterioso Pierrot ritratto di spalle in equilibrio sopra una chitarra galleggiante, una falce di luna sullo sfondo nero, rinnovando in modo futurista l’iconografia classica della maschera.
Il manifesto del 1928 è caratterizzato dalle tre figure senza volto che, a passo ritmato da rulli di tamburo, avanzano annunciando ai megafoni l’inizio di un corso mascherato. La sua immagine, ritagliata e trasposta su fondo giallo, è stata scelta oggi per il manifesto della mostra “Maschere Movimento Manifesti”.

Il manifesto disegnato da Venna per il Carnevale del 1926

Il disegno del manifesto del Carnevale, come omaggio ai cinquant’anni dalla sua scomparsa. di quest’anno è basato su un bozzetto originale di Venna eseguito fra gli anni Venti e Trenta. Com’è noto, il corso mascherato si tiene, ogni anno, sulla passeggiata a mare con i famosi carri ideati ed eseguiti da grandi Maestri della cartapesta, che impiegano un intero anno per realizzarli. Anche quest’anno i temi ricorrenti sono principalmente di attualità, talvolta anche politica ma non solo, dove ironia e satira sono sempre presenti.
Giorgio de Chirico, poi, non ha bisogno di presentazioni. Com’è noto, è uno dei grandi maestri della Metafisica del Novecento. Greco di nascita, nato a Volos nel 1888 da genitori italiani e morto nel 1978, è un po’ l’ospite d’onore della mostra, anche nella veste inconsueta e poco conosciuta di creatore di costumi. A Villa Argentina sono esposti trenta dei centottanta costumi da lui disegnati e poi dipinti a mano, con segni semplici ma suggestivi, per l’opera I puritani di Vincenzo Bellini, messa in scena in occasione del Maggio Musicale Fiorentino del 1933. Creazioni oggi custodite dalla Fondazione Sartoria Cerratelli – ha sede a Villa Roncioni, in provincia di Pisa – , che li realizzò. Tuttavia la scenografia e i costumi dell’opera non furono ben accolti dal pubblico dell’epoca perché troppo moderni e giudicati dissacranti se non offensivi. Grande successo ebbe invece la replica del 1990 al Teatro dell’opera di Roma.

I costumi della mostra fotografati da Caterina Salvi Westbrooke nel parco di Villa Roncioni, a San Giuliano Terme (Pisa)

Le scenografie in mostra, ingrandite a tutta parete, rivelano un mondo sconosciuto e misterioso. La luce domina queste creazioni, ma è una luce immaginaria, e la composizione diventa affascinante e silenziosa, fatta di manichini e statue classiche, oggetti che fanno parte di un mondo suggestivo e fantastico.
I costumi sono stati fotografati, per questa mostra e il suo catalogo, da Caterina Salvi Westbrooke che nel parco di Villa Roncioni ha ricreato un’ambientazione metafisica dove i manichini de I puritani sembrano vivere immobili sui prati segnati dalle lunghe ombre di edifici contrapposti. Poi, nelle sale dorate di Villa Argentina, queste presenze sembrano in attesa dell’inizio di una festa fatta di mistero e fantasia. Di Caterina sono anche le foto dell’allestimento che accompagnano questo articolo. Alcuni bozzetti dei costumi e delle scenografie, conservati all’Archivio Storico del Maggio Musicale Fiorentino, sono qui proposti al pubblico in ingrandimenti immersivi.

Uno dei manichini de “I puritani” di Giorgio de Chirico esposti a Villa Argentina

La differenza tra costume e maschera è sottile. Entrambi servono a trasformare un uomo in un personaggio inventato o storico e ci aprono uno spettacolo immaginario, a volte umoristico, ma con origine nella realtà.
La mostra si conclude con un filmato realizzato dall’architetto Pietro Riani: una composizione di filmati originali d’epoca del Carnevale di Viareggio degli anni Trenta, un omaggio al Carro Futurista di Gionata Francesconi del 2005, animazioni di Hayao Miyazaki che richiamano il movimento, simbolo del futurismo, e infine un corto di Salvador Dalì e Walt Disney.

Un altro costume e sullo sfondo statue classiche

Arricchiscono l’esposizione oggetti diversi: aerei-giocattolo d’epoca, un’elica vera di un biplano, la sedia futurista di Riani, Allegrucci, Mirabelli, dipinta in rosso, nero e bianco (i colori del Carnevale).
Il progetto di allestimento è curato dagli architetti Laura Mirabelli e Paolo Riani (suo anche il catalogo con Andrea Mazzi). La mostra è ospitata a Villa Argentina, un bellissimo edificio in stile liberty della fine degli anni Venti del secolo scorso, fino a domenica 5 maggio. L’ingresso è libero.

Immagine di apertura: i costumi per I Puritani di Vincenzo Bellini esposti a villa Argentina alla mostra  “Maschere movimento manifesti Lucio Venna e Giorgio de Chirico – Innovazioni del primo Novecento” (foto di Daniela Quirici)

Daniela Vannini
Toscana, ha vissuto l’infanzia a Siena per poi studiare lingue a Firenze e conseguire il diploma in Langue et Civilisation Françaises Université de Grénoble. Pittrice, ha esposto le sue opere a Villa Bottini a Lucca nel 2005 (personale), alle Terme Tamerici e alle Terme Tettuccio di Montecatini Terme (dove vive) nel 2006, alla Versiliana di Marina di Pietrasanta nel 2007. Si interessa ad ogni forma d’arte, specialmente se insolita o curiosa.

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