Milano 27 Ottobre 2025

Un lavoro di scavo durato anni. Decine di documenti sottratti all’ombra, che raccontano ciò che per decenni non si è voluto vedere. Centinaia di voci raccolte tra soldati, ministri, magistrati e uomini dell’intelligence di Israele.

La copertina del libro “L’impunità dei coloni” di Ronen Bergman e Mark Mazzetti pubblicato da Internazionale

Il frutto di questo mosaico d’inchiesta è L’impunità dei coloni. Uscito a settembre per Internazionale, il libro è firmato da due premi Pulitzer: Ronen Bergman, giornalista d’inchiesta israeliano e dal collega americano Mark Mazzetti che lavora per il New York Times. Il libro spiega perché il movimento dei coloni è protetto da tribunali compiacenti, dalla polizia e da una classe politica che ha finito per esserne ostaggio. A partire dal 1967 quando, con la Guerra dei Sei giorni, Israele conquistò Cisgiordania, Gaza, la penisola del Sinai e Gerusalemme Est. Nelle terre occupate dagli israeliani si insediarono le prime colonie. La guerra dello Yom Kippur del 1973 rafforzò la destra nazionalista. Il fenomeno coloniale divenne strutturale nel 1977, con l’arrivo al potere del Likud di Menachem Begin. Vennero alla ribalta i partiti ultraortodossi e ultranazionalisti, voce dei coloni: un caleidoscopio di sigle quasi sconosciute è scandito dagli autori. Dal 1977 al 1987 il numero di israeliani in Cisgiordania da 10mila salì a 70mila. Alla vigilia degli accordi di Oslo del 1993 il numero era salito a più di 130.000. Oggi sono poco meno di 700mila coloro che vivono in Cisgiordania e a Gerusalemme Est. Per il diritto internazionale gli insediamenti violano la Quarta Convenzione di Ginevra, che vieta il trasferimento di popolazione nei territori occupati. Tel Aviv, invece, riconosce legittime le colonie e ne incentiva lo sviluppo. Lo scopo dei coloni messianici converge con quello della politica: impedire la nascita dello Stato palestinese creando una situazione di fatto che porti a riconoscere la Cisgiordania come territorio israeliano.

Plia Albeck (1937-2005) avvocatessa e funzionaria statale in uno scatto del 1987. Si era formata all’università Ebraica di Gerusalemme (fonte: Haolam HaZeh)

Lo “Stato profondo” israeliano protegge i coloni. Lo Shib Bet è il servizio segreto interno che indaga sul terrorismo ebraico tramite il Dipartimento ebraico. La struttura è molto più piccola del corrispettivo Dipartimento arabo. E quando indaga sulle minacce dei coloni trova uno sbarramento di ostacoli, anche da parte dei politici israeliani che simpatizzano per la loro causa. Tale prassi ha permesso ai coloni estremisti di agire impuniti a partire dai decenni Settanta e Ottanta del secolo scorso. In Cisgiordania l’applicazione della legge è diversa per israeliani e palestinesi, i quali trovano una polizia poco attiva nel raccogliere le denunce delle violenze dei coloni. Mentre gli israeliani sono, di fatto, trattati secondo il diritto civile di Israele. L’opacità israeliana nel definire lo status giuridico dei Territori occupati ha legittimato questa situazione.

Un insediamento di coloni in Cisgiordania (fonte: Il Post)

Plia Albeck (1937-2005) è una figura emblematica. A capo del Dipartimento dei Territori del ministero della Giustizia, reinterpretò i registri fondiari ottomani classificando vaste aree come “terre dello Stato”, anche se erano in uso a contadini palestinesi da generazioni. Stabilì che, se la terra non era “coltivata in modo continuo”, si poteva dichiarare “statale” e impiegarla per gli insediamenti. Tra anni gli anni Settanta e Novanta, Albeck firmò centinaia di pareri legali che posero le basi per la colonizzazione israeliana in Cisgiordania. La politica ha incrementato l’infrastruttura legale da lei ideata.

Aprile 2023: centinaia di coloni marciano in Cisgiordania verso l’avamposto di Eviatar (fonte: Associated Press)

Il 22 dicembre 2022, poco prima del giuramento del suo sesto governo, Benjamin Netanyahu annunciò che l’ideologia nazionalista avrebbe modellato ogni scelta di governo. Secondo lui il popolo ebraico avrebbe un diritto esclusivo e inalienabile su tutto Israele. L’espansione dei coloni israeliani, recepita esemplarmente da Netanyahu, cela l’eco ideologica di un progetto ideato dal sionista ucraino Vladimir Ze’ev Žabotinskij (Odessa 1880-New York 1940), creatore della Legione ebraica. Il piano ideato dal pur laico, Žabotinskij articolava una visione espansionista del movimento sionista. Contrario alla politica di compromesso promossa dai leader fondatori di Israele Chaim Weizmann e David Ben-Gurion, per Žabotinskij era necessario stabilire un forte Stato ebraico in tutta la Palestina, incluse la Cisgiordania e la Transgiordania (rispettivamente ad ovest e ad est del Giordano).

La commemorazione di Žabotinskij da parte di Beniamin Netanyahu a Gerusalemme nell’aprile del 2023 (fonte: Noam Revkin per Flash 90)

Benzion Netanyahu, il padre del Primo ministro, era il segretario politico di Žabotinskij. Il progetto “Grande Israele” che modella l’evoluzione e i passaggi di consegne generazionali tra le frange più estreme del colonialismo israeliano: da Meir Kahane a Meir Ettinger. Il primo, rabbino statunitense classe ‘32, fondò nel 1971 il Kach. Partito di estrema destra alla base dell’attuale Potere Ebraico, classificato come organizzazione terroristica nel 1994 da Israele. Ettinger, classe ‘91 e nipote di Kahane, è uno dei leader di Hilltop Youth, movimento religioso estremista che ha stabilito avamposti nella Cisgiordania occupata.
Il Messia non ha bisogno della democrazia ma ai coloni il sostegno politico fa comodo. Bergman e Mazzetti rivelano il passato di Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich. Il primo è ministro della Sicurezza nazionale, il secondo delle Finanze con l’incarico di amministrare la Cisgiordania occupata.

Itamar Ben Gvir (a sinistra) e Bezalel Smotrich alla Knesset, il Parlamento israeliano il 15 novembre del 2022 (fonte: Associate Press)

I due politici hanno reso l’espansionismo uno strumento di governo. Il giovane Ben-Gvir, poco settimane prima che Yitzhak Rabin venisse ucciso il 4 novembre 1995, fu protagonista di agitate proteste contro gli accordi di Oslo: il premier israeliano aveva ordinato lo stop delle colonie in Cisgiordania. Il futuro leader di Potere Ebraico sarà rilasciato più volte, dopo essere stato arrestato per istigazione al razzismo e appoggio al terrorismo. Smotrich fu arrestato dallo Shin Bet nel 2005 durante le proteste contro il piano di disimpegno israeliano da Gaza. Insieme ad altri estremisti l’odierno leader del Partito Sionista Religioso trasportava 700 litri di benzina per sventrare l’autostrada Ayalon, una delle maggiori arterie stradali di Israele. Fu detenuto per tre settimane, ma non venne formalmente accusato. Lo scorso maggio Tel Aviv ha annunciato la creazione di 22 nuovi insediamenti in Cisgiordania: una decisione definita «storica» da Smotrich. A luglio Ben-Gvir ha istituito una nuova unità di polizia: la Guardia Nazionale, composta principalmente da coloni ebraici. Visto che è stata presentata da Ben-Gvir  come una milizia dalla mentalità offensiva, è alto il rischio che colpisca i palestinesi in Cisgiordania.

Immagine di apertura: militari israeliani presidiano gli insediamenti dei coloni in Cisgiordania (fonte: Il Post)

Roberto Valtolina
Classe 1987, lombardo, ha studiato Filosofia all’università di Bergamo, ma continua a fare ricerca sui temi che lo interessano. Appassionato lettore e amante della scrittura, ha intrapreso un’attività giornalistica per varie testate cartacee e online. Molto attento alle vicende di storia e di intelligence, ha collaborato con Ferruccio Pinotti al libro “Untold, la vera storia di Giangiacomo Feltrinelli”, pubblicato da Round Robin nel 2022. Nel 2023, insieme a Maurizio Fiorentini, ha pubblicato "The Masquerade" con Frascati & Serradifalco Editori. Si divide tra la ricerca storico-filosofica e il giornalismo.

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