Craig Venter, il genetista che fondò un’azienda privata concorrente del Progetto Genoma Umano ufficiale, è morto in aprile a San Diego in California a 79 anni. A molti questo nome non dirà niente, eppure negli anni Novanta, quando la corsa a scoprire i geni che compongono l’identità umana pareva aprire una nuova epoca, Venter si guadagnò l’ammirazione di tutti per la sua tenacia nel perseguire obiettivi scientifici sfruttando le tecnologie più innovative. Così nel 1998 fondò la Celera Genomics per sequenziare il genoma umano più rapidamente rispetto al Progetto Genoma finanziato con fondi pubblici. Come andò a finire? Nel giugno del 2000, fu dichiarato il pareggio tra il Progetto Genoma Umano e Celera Genomics: alla Casa Bianca, Presidente Bill Clinton, venne annunciato il sequenziamento iniziale del genoma umano, nonostante che la mappa sia stata completata solo nel 2003. Un successo per Venter. Ma chi era esattamente? Californiano, dopo aver prestato servizio in Vietnam, conseguì una laurea in Biochimica e un dottorato di ricerca in Fisiologia e Farmacologia all’Università di San Diego. Animato da una forte ambizione, Venter lavorò sodo e fece scelte di carriera oculate che lo portarono a dirigere il proprio laboratorio presso i National Institutes of Health di Bethesda, nel Maryland, nel 1984. Lì il ricercatore ampliò una tecnica per identificare brevi sequenze di DNA chiamate EST. Secondo Venter gli EST rappresentavano una scorciatoia economica per la scoperta dei geni rispetto alla politica ufficiale di sequenziamento del genoma. Quando i National Institutes of Health si rifiutarono di finanziarlo, Venter lasciò l’incarico e fondò l’Istituto per la Ricerca sul Genoma nel 1992, diventato il Craig Venter Institute, e poi nel 1998 la Celera Genomic che fece scalpore perché puntava a creare una banca dati genomica utilizzabile solo a pagamento. Personaggio controverso, ma geniale, nel 2004 lanciò il progetto biennale “Global Ocean Sampling” a bordo del suo yacht Sorcerer II. Nel 2007 pubblicò la sua autobiografia, “A Life Decoded”, che univa la sua storia personale agli insegnamenti sulla personalità e sul benessere appresi dalla decodifica del proprio DNA. Venter si sposò tre volte ma lascia un solo figlio, Christopher, nato dal suo primo matrimonio.

Franca Porciani
Toscana, milanese di adozione, laureata in Medicina e specializzata in Geriatria e Gerontologia all'Università di Firenze, città dove ha vissuto a lungo, nel 1985 si è trasferita a Milano dove ha lavorato per oltre vent'anni al "Corriere della Sera" (giornalista professionista dal 1987) occupandosi di argomenti medico-scientifici ma anche di sanità, cultura e costume. Segue da tempo la problematica del traffico d'organi cui ha dedicato due libri, "Traffico d'organi, nuovi cannibali, vecchie miserie" (2012) e "Vite a Perdere" (2018) con Patrizia Borsellino, editi entrambi da FrancoAngeli. Appassionata di Storia dell'Ottocento, ha scritto per Rubbettino "Costantino Nigra, l'agente segreto del Risorgimento" (2017, finalista al Premio Fiuggi Storia). Insieme ad Elio Musco ha pubblicato con Giunti "Restare giovani si può" (2016), tradotto in francese da Marie Claire Editions, "Restez Jeune" (2017). Nel gennaio del 2022, ancora con Rubbettino, ha pubblicato "Cavour prima di Cavour. La giovinezza fra studi, amori e agricoltura". A settembre del 2025, è uscito "La Dama Bianca" (Mursia), di cui è autrice insieme a Gabriele Moroni.

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