Milano  26 Marzo 2021

A risvegliare l’interesse sulle società farmaceutiche (e in genere su tutto ciò che riguarda la salute, l’assistenza e le infrastrutture sanitarie) è stata certamente la pandemia da Coronavirus. E la cosiddetta guerra dei vaccini ha fatto il resto. La spietata concorrenza che caratterizza oggi questo settore in tutto il mondo – al di là dell’amara considerazione che la salute dei cittadini viene subordinata ad altri interessi – ha comunque riportato l’attenzione sui big mondiali del farmaco. Così molti risparmiatori si sono chiesti se questo sia il momento più adatto per investire nelle azioni di aziende che si occupano di salute.
Il comparto è considerato, insieme con quello alimentare, “anticiclico” (si muove cioè in senso contrario ai cicli economici). Ma non c’è dubbio che esistano oggi i presupposti perché in futuro l’intero sistema dei servizi alla persona, a partire dai farmaci, cresca ulteriormente. I titoli farmaceutici, dunque, non sono in genere adatti alla speculazione di breve periodo. Al contrario, essendo meno volatili e capaci di resistere nelle fasi di ribasso dei mercati, rappresentano una buona opportunità di investimento nel medio-lungo periodo.

I titoli farmaceutici, capaci di resistere nelle fasi di ribasso del mercato,  rappresentano un buon investimento di medio e lungo periodo (foto di Mohamed Hassan)

Detto questo, la scelta dei titoli sui quali puntare non è facile. Chi dispone di capitali limitati può rivolgersi in prima battuta ai fondi d’investimento specializzati. Tuttavia è possibile anche comprare direttamente le azioni, magari costruendosi un “giardinetto” diversificato per tipologia di azienda e per specializzazione. Ebbene, benché l’Italia sia il primo produttore farmaceutico d’Europa, con oltre 65 mila addetti complessivamente e un export che vale decine di miliardi di euro, sul listino di Piazza Affari i titoli del comparto sono davvero pochi. In ordine alfabetico si va da Amplifon (specializzata nei dispositivi per l’udito) a Diasorin (leader globale nella diagnostica in vitro); da Garofalo Health Care (strutture sanitarie) a Gpi (tecnologie informatiche per la sanità pubblica e privata); da Pierrel (specialità e dispositivi medici) a Recordati (ricerca, sviluppo e produzione di farmaci). A queste sei si potrebbe aggiungere Sanofi che, pur essendo francese, è comunque quotata sul nostro listino. Esistono poi aziende italiane del settore che sono veri e propri colossi internazionali, come Alfa-Sigma, Angelini, Bracco (leader nella diagnostica per immagini) e Chiesi (molto orientata alla ricerca) tanto per citare i più conosciuti, ma che per ora non sono quotate in Borsa e quindi inaccessibili ai piccoli investitori.

Gli attuali protagonisti della battaglia dei vaccini anti-Covid, dagli americani Pfizer, Moderna e Johnson&Johnson fino all’anglo-svedese Astra-Zeneca, sono sì quotati, ma per il risparmiatore italiano, che pure potrebbe accedervi, presentano un rischio in più, che è quello del cambio. Altrettanto si può dire delle svizzere Novartis e Roche. Prima di guardare a queste realtà, dunque, è meglio fermarsi a quelle dell’area euro, nella quale primeggiano Bayer, Merck e, in parte, Beiersdorf (che fa anche altro, oltre a produrre farmaci), i cui titoli appartengono al paniere del Dax 30, l’indice della Borsa di Francoforte che include le prime 30 aziende del listino tedesco.

Immagine di apertura: foto di Kalhh

Giacomo Ferrari
Nato a Rivanazzano Terme (Pavia) è giornalista professionista dal 1977. Per quasi trent'anni alla redazione Economia del "Corriere della Sera", è tuttora titolare della rubrica quotidiana sulla Borsa Valori. Prima di approdare nel 1986 a via Solferino, è stato Caporedattore a "Il Mondo" e in precedenza ha lavorato al "Sole24ore" e alla "Gazzetta del Popolo" di Torino. Tra i suoi libri, "Guida facile alla Borsa", Sperling & Kupfer (tre edizioni, l'ultima nel 2000) e "Meno Agnelli, più Fiat, cronaca di un cambiamento", Daniela Piazza Editore, 2010.Nel 2019 per Mind Edizioni è uscito il suo ultimo libro, "Difendi i tuoi soldi. Capire prima di investire".

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