Pavia, 21 Dicembre 2025
Il Rockefeller Center è uno dei complessi urbani più emblematici di New York: rappresenta una sintesi particolarmente efficace di storia economica, visione imprenditoriale, architettura moderna e ruolo civico nello spazio metropolitano.

La sua realizzazione è indissolubilmente legata alla famiglia Rockefeller, una delle dinastie più influenti degli Stati Uniti tra XIX e XX secolo, la cui fortuna ebbe origine con John Davison Rockefeller, fondatore della Standard Oil e protagonista della trasformazione industriale americana. Alla fine degli anni Venti, in un momento segnato da profondi mutamenti economici e sociali, fu il figlio John D. Rockefeller Jr. a promuovere la costruzione del complesso, inizialmente pensato come nuova sede per il Metropolitan Opera House. Il progetto cambiò radicalmente con il crollo di Wall Street del 1929 e con il ritiro dell’istituzione lirica, ma Rockefeller Jr. decise comunque di proseguire l’iniziativa, trasformandola in un grande intervento privato di sviluppo urbano che, in piena Grande Depressione, garantì lavoro a migliaia di persone e contribuì a ridefinire il cuore di Midtown Manhattan – celebre è lo scatto Lunch atop a Skyscraper di Charles C. Ebbets del 1932 che ritrae undici operai intenti a consumare il pranzo, seduti su una lunga trave d’acciaio sospesa nel vuoto e centinaia di metri sopra il suolo di New York.

La costruzione del Rockefeller Center, supervisionata da Raymond Hood, fu avviata nel 1931 e completata nelle sue parti principali nel 1939 – durante gli anni Sessanta e Settanta i lavori di ampliamento proseguirono con la realizzazione altri quattro palazzi nella zona occidentale del complesso – e coinvolse un’area di circa dodici ettari tra la 5th e la 6th Avenue, introducendo una concezione innovativa di complesso multifunzionale integrato, comprendente uffici, spazi commerciali, teatri, studi radiofonici e televisivi, luoghi di intrattenimento e aree pubbliche.
L’edificio più noto, il 30 Rockefeller Plaza, oggi noto come Comcast Building, si impone come fulcro visivo e simbolico del complesso. La sua massa slanciata si sviluppa su 259 metri di altezza, lungo i quali trovano spazio in tutto 70 piani, serviti da 60 ascensori, la maggior parte dei quali collocati nella parte centrale, uno tra gli elementi innovativi dell’edificio. Lo skyline di New York è identificato da grattacieli molto più alti, come il recente One World Trade Center o la Central Park Tower, ma senza dubbio il panorama offerto dalla terrazza in sommità, chiamata Top of the Rock, è tra i più iconici della città.

Il grattacielo è uno dei massimi esempi di Art Déco applicata alla scala architettonica, come il Chrysler Building: le volumetrie verticali, scandite da linee nette e arretrate progressive, riflettono da un lato le esigenze imposte dal regolamento edilizio del 1916, in particolare dalla Setback Law che imponeva agli edifici di arretrare man mano verso la sommità per garantire luce e aria alla strada sottostante, sia un’estetica che celebrava il progresso, la tecnologia e la modernità.
Grande attenzione fu dedicata all’integrazione tra architettura e arti figurative, poiché gli architetti progettisti, coordinati da Hood, erano fermamente convinti che l’arte costituisse un atto di buona cittadinanza: attraverso bassorilievi, mosaici e sculture, opere murali di artisti come Frank Brangwyn e José Maria Sert posizionati nella hall d’ingresso o il fregio che adorna l’edificio, eseguito da Lee Lawrie, nel quale viene raffigurata la Sapienza accompagnata dal verso biblico “Wisdom and Knowledge shall be the stability of thy times” (“Saggezza e conoscenza dovranno essere la stabilità dei tuoi giorni”), vengono evocati temi umanistici, mitologici e industriali, che esprimono una visione ottimistica del ruolo dell’uomo nel mondo moderno.

Il secondo edificio più famoso del Rockfeller Center è il Radio City Music Hall, un grande teatro progettato da Donald Deskey e voluto dall’impresario teatrale Samuel “Roxy” Rothafel: anch’esso esempio massimo di architettura Déco, è sede del tradizionale spettacolo natalizio newyorkese Radio City Christmas Spectacular, nonché di grandi eventi come i Grammy Awards e i Tony Awards. Ruolo centrale è dato anche alla celebre piazza ribassata con la pista di pattinaggio e il maestoso albero di Natale allestiti per le festività, uno spazio pubblico riconoscibile a livello globale, capace di trasformarsi stagionalmente e di rafforzare il legame affettivo tra il complesso e la città.
Dal punto di vista urbano, il Rockefeller Center rappresenta un modello pionieristico di città-nella-città, in cui funzioni diverse convivono in modo coordinato e accessibile, collegandosi direttamente alla rete dei trasporti e favorendo la continuità dei flussi pedonali. A differenza di altri sviluppi dell’epoca, il complesso non si limita a occupare lo spazio, ma lo organizza e lo restituisce alla collettività, dimostrando come un’iniziativa privata possa assumere un ruolo pubblico duraturo. Ancora oggi il Rockefeller Center mantiene una funzione centrale nella vita economica, culturale e simbolica di New York, incarnando l’eredità dei Rockefeller e la loro idea di responsabilità sociale, secondo cui l’architettura e la pianificazione urbana possono essere strumenti di progresso, identità e coesione metropolitana.
Immagine di apertura: il tradizionale albero di Natale al Rockefeller Center in uno scatto di pochi giorni fa (foto di Alessio Pappagallo)




