Firenze 28 aprile 2022
Là dove Africa e Europa si incontrano nella cultura e nei colori con orizzonti lontani dalle grandi metropoli, tra scogliere, dune e rocce di origine vulcanica, molti italiani si sono trasferiti lasciando l’Italia per un clima mite e una vita fatta di ritmi lenti e rassicuranti, cullati dalle onde dell’oceano. Siamo a Fuerteventura, la seconda isola più grande delle Canarie, l’arcipelago di otto isole situato nell’Oceano Atlantico, a circa 120 km al largo della costa africana, ma comunità autonoma della Spagna.

Un paradiso per chi ama windsurf e kitesurf e altri sport acquatici, caratterizzato da spiagge da sogno, come Antigua, Caleta de Fuste Sotavento, Cofete, Morro Jable, El Cotillo, dove fa da padrone un vento molto secco e asciutto che spesso porta il caldo dal deserto del Sahara (Fuerteventura è esposta agli Alisei). Nell’isola gli italiani sono circa 7.000 e la maggior parte di loro risiede a La Oliva; seguono Puerto del Rosario (la capitale), Antigua e Pájara con Gran Tajaral, ma appena ti avvicini a Corralejo tutti parlano la nostra lingua: nei supermercati, in farmacia, nei locali, un’altra Little Italy nel mondo. Da un po’ di tempo si sente dire che le Canarie sono il paradiso dei pensionati e qui il dato è confermato. Sono davvero tanti gli italiani che conclusa l’esperienza lavorativa, decidono di trasferirsi qui e si è creato un grande spirito di squadra; i nostri connazionali si sono integrati molto bene con i majoreros, i nativi dell’isola. La popolazione al censimento del 2019 sfiorava i 117.000 abitanti (nel 1910 non arrivavano a 11.000)
Ma perché questa grande presenza di pensionati?

«Innanzitutto alle Canarie esiste un sistema fiscale molto favorevole – risponde Gaia Fusco, avvocato, che vive sull’isola da ben undici anni ed attualmente esercita la professione -; non essendoci l’IVA, ma l’IGIC che è una imposta al 7 per cento, esentando coloro che fatturano meno di 30mila euro annuo, ad oggi risultano tra le condizioni migliori a livello fiscale in Europa. In virtù dello speciale Statuto di Regione Autonoma Spagnola, le Canarie sono inoltre in condizione di offrire grandi opportunità a chi voglia intraprendere un’attività o semplicemente stabilirsi in questo arcipelago. C’è chi apre ristoranti, agenzie di servizi, import export con l’Italia, ma non solo, tanti italiani appassionati di surf sono maestri in questa disciplina. Ma non ci sono solo i pensionati: molti professionisti sono approdati sull’isola, medici e avvocati come me – prosegue Gaia Fusco – che hanno fatto la scelta di esercitare qui grazie anche all’agevolazione fiscale, ma soprattutto per la qualità della vita. I pensionati che arrivano dall’Italia prendono una cifra maggiore di pensione perché detassata, e sull’isola possono godersi la vecchiaia in un clima favorevole, in sicurezza e serenità. C’è un tipo di lavoro incentrato sul turismo ovviamente in tutte le sue forme, dalla ristorazione agli sport, con stipendi più alti rispetto alla media degli stessi italiani. Mentre il costo della vita è minore rispetto al nostro Paese, gli immobili hanno un prezzo più basso e tra le spese, che sono comunque ridotte, non c’è il riscaldamento».

Con la sua offerta di negozi, ristoranti alla moda e locali notturni, Corralejo è senza dubbio il cuore pulsante dell’isola. Situata nella zona centro-occidentale c’è Betancuria, uno dei più importanti punti di riferimento coloniale nella storia delle isole Canarie. Fondata nel 1404 dal cavaliere normanno Jean de Bethencourt, che scelse una valle interna, lontana dal mare per una migliore difesa contro i pirati, ha raggiunto il suo apice nel XVIII secolo, grazie ai suoi ottimi raccolti di cereali. Caratteristiche la produzione del formaggio Majorero, ottenuto da una miscela di latte di capra Majorera e di latte di pecora e la lavorazione dell’Aloe Vera. L’isola offre comunque una natura ancora incontaminata dove capita di trovare scoiattoli tra le rocce o in spiaggia e capre che attraversano la strada, mentre è unico lo spettacolo naturale delle dune di Corralejo, un enorme deserto a due passi dal mare che si estende per chilometri.
Il primo hotel per turisti comparve nel 1965, seguito dalla costruzione dell’aeroporto di El Matorral, che sancì la nascita di una nuova era per l’isola. Grazie ai collegamenti aerei, Fuerteventura divenne rapidamente una destinazione turistica importante a livello europeo.

Così i piccoli villaggi di pescatori si sono trasformati negli anni in mete turistiche. Gli italiani residenti a Fuerteventura hanno la fortuna di avere collegamenti molto frequenti e rapidi con il Paese di origine (circa 4 ore di volo diretto da Napoli, Roma, Pisa, Bologna e Bergamo) mentre per i collegamenti con la Spagna se si è residenti si può accedere a sconti del 75 per cento sui biglietti.
«L’aumento della popolazione – conclude l’avvocato Gaia Fusco – sta di fatto promuovendo l’incremento di servizi anche per quanto riguarda la Sanità, che propone sia cliniche private che ospedali pubblici qualificati». Così una delle frasi più ricorrenti dette in Italia “appena posso me ne vado in un’isola in mezzo all’Oceano” per qualcuno è diventata, da sogno, realtà: Fuerteventura è un’isola tutta da scoprire, espressione di libertà, integrazione e di spensieratezza, a passi lenti senza correre.
Immagine di apertura: la Playa de Cofete a Fuerteventura
* le foto del servizio sono di Alessandra Maria Abramo




