Firenze 21 Dicembre 2025

Come poteva non raccontarsi Francesco Bruni, l’unico velista al mondo, orgogliosamente italiano, ad aver partecipato a 3 diverse edizioni delle Olimpiadi in 3 diverse specialità, Laser a Savannah 1996, 49er a Sydney 2000 e Star ad Atene 2004?

La copertina del libro di Checco Bruni “Cosa mi ha insegnato il vento”, pubblicato da Sperling & Kupfer

L’ha fatto in un libro appena uscito per Sperling & Kupfer, Che cosa mi ha insegnato il vento, una autobiografia, dove Checco – così lo chiamano in famiglia e gli amici -, nato a Palermo nel 1973, si racconta in maniera fresca e leale. Ma tra narrazione ed analisi degli avvenimenti ci sono molte opportunità di riflessione, che portano il lettore a scoprire la formazione di un atleta e a conoscere particolari sportivi e privati non noti finora.
Il libro scorre veloce percorrendo la storia del bambino appassionato che fa le prime esperienze e le prime gare, descrivendo progressi e gioie, ma anche sacrifici e rinunce che davano più valore alle conquiste raggiunte. In una carriera di successo ci sono inevitabilmente scelte importanti. La prima dopo il liceo classico: il giovanissimo Francesco, iscritto ad Ingegneria, deve scegliere se continuare a studiare per affermarsi in un lavoro sicuro o donare anima e corpo letteralmente… al vento.

Un giovanissimo Checco sul Laser negli anni Novanta

Seguirà il consiglio di suo padre: «Checco devi mangiare pane e vela». E si ritrova a fare regate anche in momenti dedicati al riposo o alle ferie. Già campione di Optimist (monoscafo dotato di una singola vela adatto ai più piccoli) da bambino e di Laser (anche questo un natante con un’unica vela, ma per adulti) poi, va in giro in trasferta per l’Italia, poi in Europa e nel mondo, a volte con la famiglia, ma altre volte no, solo con la squadra, maturando anticipatamente rispetto ai suoi coetanei. Nel libro si susseguono le emozioni delle regate vissute con i compagni di squadra con aneddoti e personaggi di spicco del mondo della vela.
Oltre alle vittorie, un episodio ricordato nel libro è legato al freddo del gennaio 1985, quando, a 12 anni, senza i benefici degli indumenti tecnici che esistono oggi, rischiò il congelamento nella regata del tradizionale Trofeo Marcello Campobasso al Reale Yacht Club Canottieri Savoia, l’esclusivo Circolo di Napoli, fondato nel 1893.

Una barca Laser Standard

Dopo l’Optimist il velista ci racconta le gare con il Laser, la barca di successo ideata nel 1969 dal progettista, giornalista ed olimpionico canadese Bruce Kirby, che lo portò alle sue prime Olimpiadi, ad Atlanta nel 1996, nelle acque di Savannah. Il successo si compone di tanti tasselli: l’impegno e la passione vengono a pari merito, certamente, senza dimenticare la fortuna, come sottolinea con umiltà anche l’autore, velista dell’anno Tag Heuer nel 2021 con il Team Luna Rossa. Ma sacrificio e scelte corrette confezionano il tutto in modo saldo.

Gli allenatori sono molto importanti nel percorso professionale di un velista: Checco ne descrive abitudini, metodi e tattiche, consapevole che sono in gran parte loro a gestire aspetti importantissimi come la pianificazione organizzativa, il budget, la gestione delle barche e la scelta delle gare a cui partecipare. Senza dimenticare la preparazione sportiva fuori dall’acqua. Nelle sue campagne olimpiche non c’era lo shore team che oggi  è presente di norma. Cosa che si è accorto di aver pagato a caro prezzo nelle sue prime Olimpiadi.

Il velista in Australia, a Perth, al Campionato Mondiale Moth nel 2019

Il velista può diventare anche il “monaco della vela”, metafora in cui fa capire “che cosa significhi dedicarsi totalmente ad un obiettivo” sportivo importante, come ricorda parlando della preparazione alla sua prima Olimpiade. Alcune delusioni hanno minato e poi fatto crescere la forza mentale di Checco. Oggi fa parte della formazione di ogni allenatore sportivo l’attenzione all’aspetto psicologico dell’allievo, ma non era così trent’anni fa. Non ci stupiamo sentendo parlare di mental coach perfino per squadre di periferia,  ma a quell’epoca non c’era questa attenzione, questa sensibilità. Allora superare le delusioni e impegnarsi a imparare nuove specialità era l’unica soluzione. Francesco è tra i primi a volare scivolando sull’acqua grazie ai foil, superfici laminari che consentono, con l’aumento della velocità, di far sollevare lo scafo. Ma quante scuffie! E pensare che l’idea di essere negato per quelle specialità lo ha impegnato ancor di più!

Il velista su Azzurra nel 2009

Questa preparazione ha aperto la strada ad ingaggi importanti in tutto il mondo…
Con aneddoti e racconti eccitanti percorriamo mari e incontriamo personaggi di spicco della vela internazionale: il “Giro d’Italia a Vela” di Cino Ricci, campionati mondiali di varie discipline, coppe prestigiose come la Coppa del Rei, la Gold Cup alle Bermuda, la Congressional Cup del Long Beach Yacht Club fino ad arrivare alla regata più importante del mondo, la America’s Cup.
L’uomo, a parte il velista, è molto presente anche per la famiglia, grazie anche alla forza di volontà della moglie Maria Novella, che, nonostante fosse un ingegnere affermato, ad un certo punto ha deciso di seguire il capofamiglia nelle lunghe trasferte, incastrando tra Olimpiadi, una Coppa America e l’altra, i traslochi e l’organizzazione delle scuole dei figli.

Checco con la moglie Maria Novella: hanno due figli, Ubaldo e Vanina

La storia è anche un messaggio positivo e formativo: l’autore invita a fermarsi, ascoltare e dare valore alle esperienze della vita, anche a quelle più difficili e a credere nelle proprie scelte: le difficoltà possono insegnare qualcosa e contribuire alla crescita personale. Il vento è cambiamento repentino – i velisti lo sanno -, spesso è troppo o troppo poco: rappresenta la forza della natura, la sua imprevedibilità e indomabilità.
Ma è anche una metafora efficace del cambiamento, delle emozioni e del percorso di crescita personale di Francesco Bruni. La sua carriera intensissima e ininterrotta gli permette di “sentire” il vento che è simbolo di libertà e divertimento, ma quando diventa il compagno di lavoro deve essere compreso, analizzato e rispettato. Checco ha sempre ascoltato il vento, e sicuramente ci parla….

Immagine di apertura: il velista Francesco Bruni su Luna Rossa in Nuova Zelanda

  • Le foto del servizio sono una gentile concessione della famiglia Bruni
Costanza Quirici
Nata a Montecatini Terme (Pistoia), si è laureata in architettura a Firenze dove vive e lavora come progettista e arredatrice. Ha collaborato a lungo con l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura, con vari architetti di fama e studi legali. Ha contribuito in passato a pubblicazioni su riviste specializzate in architettura come “l’Arca” e “Villegiardini”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.