Verona 27 Settembre 2022

Il Festival di Locarno, uno dei più antichi d’ Europa – nato nel 1946, secondo solo a quello di Venezia – è un appuntamento importante per chi ama il cinema di qualità e gli eventi a lui legati dove il glamour non sia protagonista. L’edizione di quest’anno è stata anche la seconda che ha avuto come Direttore Artistico Giona Nazzaro, in passato Direttore Artistico della rassegna La Settimana della Critica all’interno della Biennale Cinema di Venezia. Pertanto, una guida con una attenzione ancora più marcata al Cinema d’Autore. Quest’anno, nel suo 75esimo anno di vita, il Festival ha deciso di assegnare il Pardo alla Carriera al regista di origine greca naturalizzato francese Costa-Gavras.

Il regista Costa-Gavras alla 75esima edizione del Festival del Cinema di Locarno (foto di Roberto Bechis)

Premio consegnato in una splendida serata in Piazza Grande, alla presenza di ottomila spettatori: la piazza, oltre che essere il centro della cittadina Ticinese, ospita il più grande schermo all’aperto d’Europa ed uno dei più grandi al mondo (400 metri quadrati ed oltre 25 metri di lunghezza). In seguito è stata proiettato, in versione in lingua originale e restaurata, Compartiment tueurs (Vagone letto per assassini, in italiano); un restauro curato dalla Cineteca Nazionale Francese sotto la supervisione dello stesso Costa-Gavras. Girato nel 1965, tratto dal romanzo di Sébastien Japrisot di tre anni prima, il film che fu l’esordio del regista nei lungometraggi, ha come protagonista Yves Montand che diventerà poi uno degli attori preferiti del regista. Ma, nel corso degli anni, il film è diventato un’opera di riferimento per un nuovo genere di noir, che oggi potremmo definire psicologico. Costa-Gavras, che vive in Francia dal 1952, è stato il precursore di molti film noir e polizieschi, ne ha anticipato l’ironia e il gioco tra regista e spettatore. Stile che avrebbe poi avuto la sua massima espressione in Alfred Hitchcock. Ne è scaturita una serata di grande cinema con interpretazioni di attori come Yves Montand, Catherine Allegret, Simone Signoret e Michel Piccoli, Jacques Perrin.

La copertina della rivista “Epoca” del luglio 1960 dedicata a Yves Montand e Simone Signoret, attori preferiti e intimi amici del regista

Ma ciò che è da sottolineare, in particolare, è l’incontro con il regista: nello stile del Festival gli incontri con la stampa sono aperti al pubblico, ma a poche decine di persone. In un ambiente quasi intimo, Costa-Gavras ha dato il meglio di sé, con una spontaneità ed una lucidità invidiabili per una persona di quasi novant’anni. Una conversazione che ha spaziato dall’arte alla politica internazionale. In particolare, sulla attuale guerra con la Russia, il regista ha parlato di quale dolore sia per lui, visto il suo passato da comunista, assistere alla trasformazione di uno dei Paesi vincitori sul Nazismo in aggressore di uno Stato sovrano. Ma ha anche ricordato di avere già evidenziato le violenze ed i soprusi in Cecoslovacchia. Qui il riferimento è ad un suo celebre film, uscito nel 1970, La Confessione (L’aveu, in francese), ispirato ad uno scottante caso politico, quello dell’ebreo comunista Arthur London, viceministro cecoslovacco degli Esteri, che nel 1951 era stato arrestato, processato e condannato all’ergastolo da un tribunale stalinista. Un film, girato 18 mesi dopo l’invasione sovietica di Praga, che per il regista ma anche per gli interpreti, Yves Montand e Simone Signoret, fu un importante e doloroso ripensamento sulla propria militanza comunista.
Costa Gavras, nato in Grecia ma residente da oltre sessant’anni in Francia, dove ottenne la cittadinanza, laureato in Lettere alla Sorbona, regista impegnato politicamente per definizione, è autore di film di denuncia sulla corruzione del potere, come Z, l’orgia del potere del 1969, in cui affronta il tema della Dittatura dei Colonnelli in Grecia, e regista di film di largo successo come Missing (Scomparso in italiano), del 1982 ambientato in Cile subito dopo il colpo di Stato di Pinochet, dove un giornalista scompare improvvisamente e suo padre (Jack Lemon) e sua moglie (Sissi Spacek) cercano di scoprire che cosa gli sia accaduto. Entrambi i film sono stati premiati al Festival di Cannes, il primo ha vinto l’Oscar al miglior film in lingua straniera nel 1970, il secondo ha conquistato l’ambita statuetta dell’Academy nel 1983 come migliore sceneggiatura non originale.

Irene Papas, scomparsa di recente, in una scena del film del 1969 “Z-l’orgia del potere,” dove recita accanto a Yves Montand e Jean-Louis Trintignant

Il Maestro, a Locarno, non ha avuto difficoltà a chiarire che il suo intento è sempre stato di finanziarsi i film più politici con i guadagni realizzati grazie a quelli più popolari, mantenendo sempre, però, un significato sociale e puntando a risultati di qualità. Presidente della Cineteca Nazionale Francese, impegnato in prima persona nella difesa del cinema sul grande schermo in generale e del Cinema d’Autore in particolare, il regista greco-francese ha chiarito come in Francia da molti anni esistano finanziamenti mirati a sostenere opere con particolari valori estetici e di contenuto. Ad una precisa domanda sulla situazione attuale del cinema d’autore e sul futuro del cinema in sala, è stato categorico e molto chiaro: il cinema d’autore deve essere difeso ed aiutato economicamente dalle risorse pubbliche perché è decisivo dal punto di vista sociale e civile. Ricordando come ciò non avvenga in Italia, ha auspicato che a breve venga realizzata con questo fine una Legge a livello Europeo. Inoltre, il regista ha insistito sul fatto che il cinema debba essere progettato e realizzato per il grande schermo e per la condivisione delle emozioni da parte di un pubblico in sala.

Il pardo d’oro, creato dallo scultore svizzero-italiano Remo Rossi, è il premio assegnato ogni anno dal Locarno Film Festival. La sua forma ricorda un leone ma anche un leopardo

Tutto ciò che non venga prodotto per il grande schermo non può essere definito cinema ma solo video per schermi digitali. Posizione lapidaria, ma molto chiara.
Conclusa la 75° edizione, Il Festival ha annunciato che a partire dal 2023 assegnerà i premi per la migliore interpretazione a “categorie neutre” senza distinzione fra uomo e donna. La scelta di Locarno fa seguito all’analoga decisione del Festival del Cinema di Berlino, che dal 2021 ha introdotto il premio “alla migliore interpretazione da protagonista” e quello “alla migliore interpretazione da non protagonista” da assegnare a uomini, donne o a persone che non si riconoscono in un genere. La società cambia e il Cinema si adegua.

Immagine di apertura: Piazza Grande, il cuore di Locarno, allestita per il Festival del Cinema che si tiene nella prima e seconda settimana di agosto (foto di VCO24)

Nato a Torino nel 1959, laureato in Lettere/Storia del Cinema, da oltre vent’anni vive e lavora a Verona. Manager aziendale per aziende industriali, dedica tutto il tempo libero alla sua grande passione, il cinema, seguendo molti Festival in Italia e all'estero. Dal 2015 è Presidente del Circolo del Cinema di Verona, Associazione no profit composta da oltre 800 soci, impegnata nella diffusione della cultura cinematografica. È il più longevo Cineclub in Italia.

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