Firenze 27 Maggio 2024

L’impatto è scioccante. Subito, nel cortile rinascimentale di Palazzo Strozzi, ci accoglie quest’opera enorme, eseguita a tecnica mista di pittura-scultura dove la brillante doratura del fondo fa emergere per contrasto la figura misteriosa, tenebrosa, degli Angeli caduti. Questo è anche il titolo della mostra dell’artista tedesco Anselm Kiefer, allestita a Palazzo Strozzi dal 22 marzo 2024 al 21 luglio. Fallen Angels (in tedesco Engelssturz), è un’immagine simbolica che rappresenta l’intera umanità ed è un riferimento agli angeli cacciati dal Paradiso quando si ribellarono contro Dio.
La mostra ed il suo allestimento sono ideati e curati da Arturo Galansino, Direttore della Fondazione Palazzo Strozzi, e sostenuta dalla Fondazione CR Firenze, dal Comune di Firenze, Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze.

La grande tela “Luzifer” (foto di Ela Bialkowska, OKNO studio)

Tra figura ed astrazione, l’artista ama occupare tanto spazio con le sue opere. Così il visitatore si sente piccolo ed intimidito di fronte alla monumentalità del luogo espositivo e degli stessi lavori esposti che si ergono potenti ed inquietanti davanti a lui. Come, del resto, la seconda opera che incontriamo nel percorso della mostra, col titolo in evidenza: Luzifer ed un’ala metallica enorme che esce fuori dalla complessa composizione: elementi che ci fanno pensare a quella guerra e conseguente distruzione da cui è ossessionato. L’opera è creata usando molti materiali come foglia oro, acrilico, anche gommalacca per applicare abiti vuoti su tavola, dove anima e corpo si mischiano.
Nato in Germania, a Donaueschingen nel 1945, intraprese prima gli studi di legge e di letteratura, per poi dedicarsi all’arte, campo in cui ha ottenuto molti importanti riconoscimenti nel mondo. È un artista molto apprezzato e raramente criticato e uno dei più famosi protagonisti dei secoli XX e XXI del mondo dell’arte contemporanea. Le sue opere sono pitture, sculture, fotografie, xilografie, installazioni, riferibili alla corrente dell’astrattismo e del neoespressionismo.
Oggi il grande Maestro tedesco vive e lavora in Francia, a Croissy, vicino a Parigi, anche se molte delle sue grandi installazioni sono ancora custodite a Barjac, sua prima residenza, nel sud della Francia. Qui gira fra le sue opere in bicicletta e per crearle spesso deve usare un carrello sollevatore.

Anselm Kiefer,  “Für Antonin Artaud: Helagabale” (Per Antonin Artaud: Eliogabalo) 2023 emulsione, olio, acrilico, gommalacca, foglia d’oro, sedimento di elettrolisi, gesso, terracotta e fili di acciaio su tela  Copyright : © Anselm Kiefer Photo: Georges Poncet

Proseguendo nella mostra, vediamo che, per realizzare le sue opere, Kiefer attacca alle tele la materia, cola il metallo fuso, brucia e spezza le forme. Usa cenere, piombo, sabbia, cemento e molti elementi vegetali. Come nell’opera Heliogabal o Sol invictus, due opere a fondo oro, con enormi girasoli e semi sparsi. Qui Kiefer fa
riferimento a Héliogabale ou l’anarchiste couronné (Eliogabalo, o l’anarchico incoronato, 1934), libro dell’artista, attore e drammaturgo francese Antonin Artaud sull’imperatore romano Marco Aurelio Antonino, detto Eliogabalo, figura a cui Kiefer aveva dedicato lavori già negli anni Settanta. Giovane imperatore del III secolo d.C., Eliogabalo cercò di imporre il culto di Baal, il dio del sole, come religione di Stato, ma fu assassinato per sopprimere la sua
rivoluzione, diventando così emblema della fragilità del potere. Cynara, è dedicato alla mitologia greca e alla storia della bellissima ninfa trasformata in un carciofo perché respinse Zeus. Sul fondo della tela c’è la foglia oro, anche qui, sopra la quale sporgono carciofi veri seccati e dorati.
Sono poi evocati ricordi della cultura, filosofia e civiltà greche, con i quadri La scuola d’Atene o Sokrates o Ave Maria dove sono rappresentati i maggiori artisti come Raffaello ed una serie di letterati e filosofi dell’antichità.
La poetica di Kiefer è rappresentata dalla sua relazione tra uomo e natura, con riferimenti alla storia dell’arte, del pensiero e della filosofia occidentali. È molto impegnata e riflette sulla memoria dell’umanità, sulle guerre, specialmente l’ultima, sulla religione e sul destino futuro dell’uomo che deve prepararsi all’incontro con Dio.

Anselm Kiefer “Ave Maria” (Ave Maria) 2022 emulsione, olio, acrilico, gommalacca, foglia d’oro, sedimento di elettrolisi, tessuto, piombo e collage di tela su tela Copyright :© Anselm Kiefer Photo: Georges Poncet

Nelle sue opere troviamo la storia del passato che dialoga con il presente ed i principali problemi esistenziali dell’uomo. Tutte queste sue riflessioni e citazioni culturali di storia, filosofia, arte, da quella più antica a quella moderna mettono in luce la complessità del suo lavoro.
C’è poi una stanza molto particolare, nella mostra, le cui pareti ed il soffitto sono fittamente coperti da sessanta tele di dimensioni più piccole rispetto alle altre. Sul pavimento sono stati messi due grandi tavoli con specchi che riflettono le tele in alto, sul soffitto. Si intitola Vestrahite Bilder (Dipinti Irradiati, 1983-2023); una suggestiva selezione di sessanta dipinti che riempiono completamente le pareti e il soffitto di una delle più grandi sale di Palazzo Strozzi. Creata appositamente per la mostra e dotata anche di grandi superfici specchianti poste al centro dello spazio, l’installazione invita il visitatore a immergersi nell’arte stratificata e totalizzante di Kiefer. L’uso dei cosiddetti “dipinti irradiati”, scarificati e scoloriti da radiazioni, aggiunge una dimensione evocativa e malinconica all’installazione, invitando a una riflessione sulla fragilità della vita e sul potere dell’arte

Anselm Kiefer. “Dipinti irradiati” 1983-2023 (foto di Ela Bialkowska, OKNO studio)

.Olio su tela, gommalacca e tessuto sono solo alcuni dei materiali utilizzati per creare un’esplorazione inquietante sui temi della distruzione e del decadimento, insiti nella condizione umana stessa.  Kiefer fa parte della generazione di pittori tedeschi rivoluzionari iniziata dai primi anni settanta. I materiali usati per eseguire le opere esposte sono molteplici e prestati anche dalla natura: sono i vegetali girasoli, semi, vischio, essiccati e poi dipinti o dorati) oppure capi d’abbigliamento (come abiti, camicie, pantaloni), il tutto applicato su grandissimi pannelli di tela o legno usando resine varie ed inseriti in un contesto che rende il lavoro espressivo, vivo, coinvolgente nello spazio fisico e concettuale, in stretto rapporto con l’osservatore.

Le ultime stanze denominate Occupazioni e Simboli eroici hanno alle pareti fotografie. Molte sono scattate a lui in varie parti d’Europa con la divisa militare, indossata da suo padre durante la seconda guerra mondiale, e posa col braccio destro alzato, simbolo del saluto hitleriano “sieg heil”, tanto per non dimenticare.

Anselm Kiefer, “Daphne” (Dafne) 2008-2011 resina, gesso e rami Copyright: © Anselm Kiefer Photo: Atelier Anselm Kiefer Sala

Kiefer ha scritto sulla parete dell’ultima stanza i versi della poesia di Salvatore Quasimodo Ed è subito sera, a conclusione della mostra. Questo artista provocatore, con il suo stile rivoluzionario, ha colpito perfino il grande regista Wim Wenders, che il 17 maggio 2023 ha presentato al 76º Festival di Cannes, in anteprima mondiale, il suo affascinante film-documentario Anselm, uscito nelle sale  italiane il 30 aprile scorso: una specie di percorso storico, biografico ed allegorico dell’arte di Kiefer, sul suo modo di esprimersi, di suscitare domande e riflessioni, fra poesia, storia, filosofia e scienza, letteratura e religione e dove il nipote stesso di Wenders interpreta l’artista da giovanissimo.
L’insostenibile leggerezza dell’essere fa riflettere Kiefer: «L’uomo cerca la leggerezza perché non vuole vedere la pesantezza, l’abisso». E poi afferma: «Il più grande mito è l’uomo stesso». Sulla parete dell’ultima sala i versi di Salvatore Quasimodo: «Ognuno sta solo sul cuor della terra / trafitto da un raggio di sole / ed è subito sera».

Immagine di apertura: Anselm Kiefer, Engelssturz (Caduta dell’angelo) 2022-2023 emulsione, olio, acrilico, gommalacca, foglia d’oro, tessuto, sedimento di elettrolisi e carboncino su tela (foto di Ela Bialkowska, OKNO studio)

Toscana, ha vissuto l’infanzia a Siena per poi studiare lingue a Firenze e conseguire il diploma in Langue et Civilisation Françaises Université de Grénoble. Pittrice, ha esposto le sue opere a Villa Bottini a Lucca nel 2005 (personale), alle Terme Tamerici e alle Terme Tettuccio di Montecatini Terme (dove vive) nel 2006, alla Versiliana di Marina di Pietrasanta nel 2007. Si interessa ad ogni forma d’arte, specialmente se insolita o curiosa.

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