Milano 21 Dicembre 2025

Natale, Capodanno, Halloween, Pasqua, fuochi d’artificio, feste dei 18 anni e di matrimonio …., tutte ricorrenze inserite nella lista di “ rotture di c……….” di Rocco Schiavone, il famoso vicequestore romanaccio scaturito dalla penna di Antonio Manzini, che torna da protagonista nell’ultima opera dell’autore, Sotto mentite spoglie (ed. Sellerio).

La copertina del libro di Antonio Manzini “Sotto mentite spoglie”, pubblicato da Sellerio

Il luogo della narrazione è sempre Aosta, questa volta in periodo natalizio, sfolgorante di luminarie e risonante di canti eseguiti «da cori eterogenei di anziani sgretolati, bambini, adolescenti brufolosi, donne dimenticate dal tempo, uomini senza più scopi, tutti armati di candele e di una campanella per avvertire l’inizio del solenne concerto».
Il nostro singolare vicequestore, per non alimentare la sua insofferenza, è costretto a schivare tutti i riti che sanno di falso, di forzata allegria e che, spesso, sono di origine nordeuropea o nordamericana, da noi stupidamente scimmiottati. Con questa critica alla festa più attesa dell’anno inizia il romanzo che vede in primis un Rocco Schiavone profondamente umano, felice per la guarigione di Sandra, una giornalista che ha suscitato il suo interesse e che lui ha salvato da un rapimento a scopo di estorsione, ordito da sua sorella e suo cognato, delinquente complice. Dopo giorni e giorni di coma Sandra è salva. Lui l’ha seguita passo passo, andando ogni giorno in ospedale, evitando, però, di farsi vedere dopo il suo ritorno in vita.

Antonio Manzini, attore, sceneggiatore, regista e scrittore, è nato a Roma nel 1964

Il giallo, ha inizio con una rapina-beffa alla cassa di risparmio, durante la quale Schiavone conduce le trattative per la liberazione degli ostaggi e, ahimè, si lascia ingannare dalle apparenze, liberando i rapinatori, travestiti da vittime. Ma, di fronte ad una settantenne con cagnolino e un giovane bisognoso di insulina è facile cadere in trappola. E poi, si sa, i luoghi comuni, banali, scontati, prevedibili, inducono spesso all’inganno. «Il travestimento che riesce è quello che si basa sui nostri stereotipi», afferma Rocco. Segue, poi, la scoperta di un misterioso cadavere senza nome in un lago ghiacciato, zavorrato con 150 chili di pesi e la scomparsa improvvisa di un chimico, dipendente di una nota casa farmaceutica, che sembra essersi volatilizzato senza lasciare traccia. Parte così un’indagine, ricca di vicende intrecciate e collegate fra loro, che esamina i minimi dettagli e coinvolge una miriade di individui, ognuno dei quali, interrogato, rivela solo parziali verità. Schiavone diffida di tutti e, distribuendo compiti diversi e spesso impegnativi alla squadra, che si è ben compattata, vuole giungere alla verità. E la verità porterà alla luce un cinico sfruttamento non solo di sostanze chimiche ma anche di persone! Dalla complessità delle interconnessioni fra morto annegato, chimico sparito e rapina in banca scaturisce una trama ben architettata, ma molto articolata in cui il lettore rischia di perdersi.

Marco Giallini è il protagonista della serie televisiva “Rocco Schiavone”. 62 anni, romano, ha vinto tre volte il Nastro d’argento per “Acab-All Cops are Bastards”, “Tutta colpa di Freud” e “Perfetti sconosciuti”

Ma questo libro non è solo un giallo. È anche un’introspezione sulla natura complessa dell’essere umano che difficilmente si fa conoscere nella sua vera identità, che occulta le sue fragilità e che spesso si nasconde dietro una maschera, di pirandelliana memoria, “sotto mentite spoglie” come recita il titolo. Rendendo difficile la conoscenza fra gli individui perché la facciata, annullata dalla vera indole, dà adito a trasformazioni, come succede nelle reazioni molecolari, simbolo dei cambiamenti morali e identitari degli uomini. Si fa fatica a rimanere veri in un mondo che premia la forma e l’ipocrisia! Lo stesso Rocco Schiavone è una maschera; sotto una dura scorza di uomo ruvido, burbero, scontroso, spigoloso, ancor più chiuso complice il Natale, si celano un’umanità sorprendente e una morale ferrea, nonostante le scorrettezze e illegalità dettate, a volte, da esigenze investigative. Le “canne” che fuma sono l’espressione del suo animo tormentato e del dolore in cui è rinchiuso. C’è stato un tempo in cui ha conosciuto il vero amore e la vera felicità con la moglie Marina, purtroppo morta ammazzata anni prima. Sandra gli «aveva scavato qualcosa fra il cuore e lo stomaco», ma lui non può cambiar pelle e far ripartire il suo cuore perché diffida sia dell’amore di lei in cui ha paura di intravedere gratitudine e riconoscenza, sia, e soprattutto, di se stesso e della sua capacità di trasformarsi in un uomo innamorato. Fa discutere la personalità e la filosofia di Schiavone che nella fiction televisiva, sceneggiata dallo stesso Manzini, è ben interpretato dall’attore Marco Giallini. Anche gli altri personaggi sono ben delineati nelle loro caratteristiche umane e professionali, in particolare i componenti della squadra, disposti anche a sacrifici “ natalizi” pur di non deludere il loro capo. Spesso dialogano nei loro dialetti d’origine, così come Rocco si serve del romanesco a tratti volgare, e ciò li rende più veri.

Marco Giallini/ Rocco Schiavone nella sesta stagione della fortunata serie televisiva andata in onda dal 19 febbraio al 12 marzo di quest’anno

È un romanzo complessivamente triste e malinconico, nonostante la brillante soluzione dell’intricato caso. Il lettore si appassiona al giallo ma anche alle figure che compongono il puzzle. È scritto in maniera chiara, ironica, anche sarcastica, molto umana perché capace di trasmettere emozioni e sentimenti universali. La lettura, pur complessivamente scorrevole, a tratti diviene faticosa per le intricate evoluzioni dell’indagine poliziesca e per un eccesso descrittivo di ambienti e persone. Nell’intrigo articolato, nell’esagerata quantità di persone coinvolte, nei continui spostamenti per la Valle, alla fine Rocco trova la …pista giusta e risolve il caso brillantemente. Chi rischia, talvolta, di finire fuori pista è il lettore…

Immagine di apertura: la “falsa” Questura di Aosta nel marzo 2024 sul set delle riprese della sesta stagione della serie Rocco Schiavone

Maria Plantone
Nata a Noci (Bari) sull’altopiano delle Murge, è laureata in Lettere Classiche all’università Cattolica di Milano, città dove ha poi sempre vissuto e insegnato nelle scuole medie e in quelle superiori. Ama viaggiare, cucinare, frequentare i concerti, ma soprattutto leggere. E’ "un'appassionata" di parole scritte, soprattutto sulla carta e non su kindle.

1 commento

  1. Che dire? L’ho dovuto leggere due volte di seguito per riuscire ad orientarmi. Per tornare a godermi Schiavone ho ripreso la lettura dei primi titoli della serie del nostro amato Rocco.

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