Firenze 21 Dicembre 2025

Lucia Laura Sangenito, detta Laurina, ha compiuto 115 anni il 22 Novembre 2025.
Nata a Sturno, in provincia di Avellino, vedova dal 2010, è accudita dalla figlia Maria. Intervistata dal quotidiano online Ottopagine, ha detto: «Ho fatto molti sacrifici…Sono felice della mia vita, anche se morissi subito, sarei felice per quello che ho vissuto. Ringraziamo sempre Dio. Ciò che Lui vuole io lo faccio. Mi ha dato questi anni e li sto prendendo».

Lucia Laura Sangenito con i suoi 115 anni compiuti a novembre è la persona più anziana d’Italia (foto di Alfredbe 738)

Gli ultracentenari in Italia sono in continuo aumento: al 1° gennaio 2025 se ne contavano 23.548, oltre 2mila in più rispetto all’anno precedente, in maggioranza donne (circa l’83 per cento). I “semisupercentenari” (over 105) sono 724, di cui il 90,7 per cento donne. I “supercentenari” (over 110) 19, di cui uno solo è uomo. La prevalenza femminile è molto marcata, soprattutto nelle età più avanzate. Secondo i dati ISTAT più recenti, al primo posto della classifica c’è la provincia di Isernia nel Molise con poco più di 78 centenari ogni 100mila abitanti. Al secondo posto Nuoro, poi Siena, quindi la Regione Liguria grazie al record di anziani residenti che vanta. Guardando al resto del mondo, l’uomo più anziano in vita di cui si ha notizia è il brasiliano João Marinho Neto, che ha festeggiato da poco 113 anni, mentre tra le donne è l’inglese Ethel Caterham con i suoi 116 anni. In passato questi record erano già stati superati: la donna registrata come la più anziana al mondo, la francese Jeanne Calment, aveva 122 anni quando è morta nel 1997, ma ci sono dubbi sulla sua data di nascita.

La “fontana fraterna” a Isernia, nel Molise. La provincia di questa cittadina ha il più alto numero di centenari d’Italia, 78 ogni 100mila abitanti

Sempre più numerosi, gli ultracentenari, distribuiti in diverse zone del globo, sono espressione evidente di un fenomeno più generale dell’ultimo mezzo secolo che è l’aumento dell’aspettativa di vita. Ricordiamo, per esempio, gli ultracentenari di Vilcabamba, in Ecuador, oggetto di studio di un gruppo di ricercatori dell’Istituto di Gerontologia dell’Università di Firenze, nel lontano 1976, a cui ha partecipato il sottoscritto, raccontando quella lontana esperienza su questa rivista (vedi in “L’età dell’oro”, In Ecuador in cerca di longevità, 21 dicembre 2022). I soggetti longevi costituiscono non soltanto un riferimento e un’aspirazione di noi tutti ad una vita lunga, ma potrebbero essere un modello da seguire, una guida all’equilibrio e alla realizzazione delle nostre potenzialità. La longevità, come oggetto di nuova scienza dell’invecchiare bene, ha visto, nell’ultimo decennio, un ampio sviluppo di studi, superando lo stereotipo della vecchiaia come malattia.

João Marinho Neto, brasiliano, con i suoi 113 anni è oggi l’uomo più anziano del mondo (fonte: Facebook)

Suggerimenti e linee guida hanno valorizzato gli stili di vita come mezzo per mantenere una buona salute, il benessere, l’efficienza e lo sviluppo delle proprie potenzialità fino a modificare favorevolmente eventuali tendenze genetiche sfavorevoli. Nessuno metterebbe in dubbio l’importanza del movimento (siamo costruiti per muoverci!) come condizione per vivere a lungo. Muoversi fa bene al cuore, favorisce l’apporto di sangue ad ogni organo, attiva le reazioni chimiche di tutto l’organismo, dall’attività ormonale ai neuromediatori chimici che presiedono al nostro benessere, alla vita di relazione e al funzionamento della mente. Numerose prove sperimentali confermano il legame tra attività fisica e miglioramento della memoria.
Un’alimentazione equilibrata e completa, adeguata alle esigenze dell’organismo senza portare all’aumento di peso, è un altro importante fattore che assicura il mantenimento della salute. Inoltre, oggi, tra i fattori di longevità, trova posto il digiuno intermittente nelle sue diverse formulazioni.

Il Rettorato dell’università Complutense di Madrid (foto di Carlos Delgado)

Ma sono soltanto e soprattutto questi i fattori di una più lunga aspettativa di vita? Le abitudini che “salvano” sono legate ai comportamenti e questi hanno all’origine le caratteristiche della nostra personalità, del nostro modo di essere, di stare nel mondo, di interagire coll’ambiente. Uno studio di Dolores Merino del Dipartimento di Psicologia Sociale dell’Università Complutense di Madrid, pubblicato nel 2023 sul Journal of Happiness Studies, su 19 centenari, tra i 100 e i 107 anni (16 di sesso femminile) ha cercato di stabilire se vi fossero fattori, comuni a tutti, favorevoli alla longevità. Ne sono stati identificati 19, riuniti poi in 6 grandi categorie: 1) vitalità; 2) piacere nell’interazione sociale; 3) impegno in qualche scopo; 4) autonomia e sensazione di poter agire sull’ambiente circostante (il contrario del sentimento di dipendenza); 5) motivazione intellettuale (il piacere di avere una mente attiva: leggere, giocare a carte, fare le parole crociate); 6) atteggiamento positivo verso la vita (non un generico ottimismo, ma l’essere contenti di essere in vita e di averne saputo godere). Con una indagine più approfondita sono stati poi identificati come fattori comuni nella vita passata degli individui studiati, la resilienza (la capacità di superare le difficoltà, anche gravi, della vita) e l’intelligenza (intesa come capacità di ragionare velocemente, di pensare astrattamente, di programmare il futuro e di risolvere i problemi). Nel gruppo analizzato sono state riscontrare anche altre risorse positive, sebbene variabili da una persona all’altra.

La vetrata della Cattedrale di Canterbury in Inghilterra, che ritrae Matusalemme, l’uomo più vecchio del mondo, scomparso secondo la narrazione biblica a 969 anni (foto di Roberto Scarth)

Secondo questo studio, quindi, i fattori più importanti nel favorire la longevità rimangono l’intelligenza e la resilienza mentre è stata contraddetta l’opinione corrente riguardo all’importanza della religiosità, del temperamento calmo/tranquillo, dell’ottimismo e del buonumore. In sostanza sembrerebbe determinante un atteggiamento combattivo verso la vita e il non cedere alla rassegnazione. Questo studio spagnolo, che non può essere considerato conclusivo, anche per le dimensioni modeste del campione analizzato, rappresenta comunque uno stimolo importante a considerare anche i tratti di personalità come fattori che incidono sulla longevità accanto a quelli invocati tradizionalmente (stile di vita e alimentazione). Purtroppo, mentre la scelta di questi ultimi è relativamente facile da attuare, favorire quei tratti di personalità che promuovono la longevità rimane a tutt’oggi problematica, ma non per questo da escludersi a priori. In particolare, un’adeguata assistenza psicoterapica e sociale per gli anziani potrebbe rivelarsi preziosa almeno per ridurre alcuni fattori di rischio, per esempio forme striscianti di depressione, che possono esprimersi come pessimismo riguardo al futuro o demotivazione nel presente. Infatti, l’antico dogma secondo cui la mente dell’anziano non può essere modificata è oggi messo sempre più in crisi dalle scoperte delle Neuroscienze.

Immagine di apertura: una bello scatto di Emanuela Farci quando ha festeggiato i 105 anni. Sarda, grande tifosa del Cagliari, si è spenta a 107 anni nel 2021 (fonte: Vistanet news)

Elio Musco
Nato a Reggio Calabria, fiorentino di adozione, neuropsichiatra e geriatra. Laureato in Medicina presso l'università di Messina, dopo l’esperienza di medico condotto in Aspromonte, si è trasferito a Firenze presso l’Istituto di Gerontologia e Geriatria diretto dal professor Francesco Maria Antonini. Specializzato in Gerontologia e Geriatria, Malattie Nervose e Mentali, presso l'Ospedale I Fraticini di Firenze si è occupato del settore psicogeriatrico. È stato docente di psicogeriatria all'Università di Firenze. Ha collaborato al "Corriere della Sera" con una rubrica dedicata alla Geriatria.

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