Monza 27 aprile 2026
Viviamo in un mondo che per metà muore di fame e per metà muore di cibo. La tematica oggi sul piatto sono i farmaci antiobesità. Nati per combattere il diabete, sono diventati uno smisurato mercato speculativo sulla pelle della gente che vuole dimagrire velocemente e ad ogni costo, senza pensare che la chimica sbagliata produce effetti anche letali per la salute. Negli Stati Uniti si parla di oltre 5 milioni di utilizzatori.
L’obesità è un fattore di rischio per malattie cardiovascolari, metaboliche, respiratorie, alcuni tipi di tumori, problemi muscolo-scheletrici e che porta con sé effetti psicologici importanti. Ormai tutto questo è ben noto. Ma purtroppo la nostra società oggi affoga in cibi ultra-processati.

Inoltre, sono proliferati preparati scadenti con costi accessibili mentre gli alimenti di qualità hanno prezzi oggi più che mai fuori controllo. La gente va di fretta, non ha tempo per cucinare, è stressata, depressa, sola, mangia malissimo, beve alcolici, accumula grasso, non fa sport e poi vuole la bacchetta magica per perdere peso. Così questi farmaci, nati in primis per combattere il diabete vengono assunti fuori dalla loro indicazione, off label, per dimagrire. Utilizzati sotto forma di penne iniettabili (una volta alla settimana sottocute) contengono semaglutide o tirzepatide. Il meccanismo centrale con cui agiscono questi principi attivi è la regolazione del senso della fame e dei valori glicemici. In che modo? Agendo sui recettori del nostro organismo, a livello cerebrale per modulare i centri della fame e a livello dell’apparato digerente, rallentando lo svuotamento gastrico ed intestinale. Gli effetti collaterali sono un’amplificazione dell’effetto dei farmaci stessi, nausea e stipsi. L’uso improprio e non controllato dal medico è particolarmente pericoloso proprio perché la loro efficacia è considerata una effettiva svolta nei pazienti diabetici ed obesi.

C’è anche un’altra molecola, non ancora approvata da alcuna agenzia di controllo dei farmaci: la retatrutide. Questa sostanza ha un’azione antagonista tripla perché agisce anche sul glucagone, l’ormone secreto dal pancreas che fa alzare la glicemia, ma oltre agli effetti collaterali degli altri farmaci, espone al rischio di pancreatite, problemi renali e epatici.
Queste molecole vengono percepite come miracolose dal pubblico, nonostante che, in realtà, senza una dieta adeguata garantiscono risultati modesti. Non dimentichiamo poi che si tratta di farmaci costosissimi con prezzi che arrivano, in base al dosaggio, anche a 623 euro a scatola per un mese di terapia. Costi proibitivi che hanno fatto registrare un boom senza precedenti di farmaci antiobesità contraffatti. Shabbir Safdar, Direttore esecutivo di Partnership for Safe Medicines che si occupa della sicurezza dei medicinali nella catena di approvvigionamento negli Stati Uniti, ha riferito all’autorevole rivista medica Lancet che non ha mai visto nella sua carriera un effetto di frode paragonabile a quanto avviene con i farmaci iniettabili per la perdita di peso.

Siamo di fronte ad un problema gravissimo per la salute pubblica generato dal disperato desidero di diventare magri. Le confezioni contraffatte, talmente identiche, quasi non riconoscibili da quelle vere, provengono dal Messico, dalla Turchia, e dalla Cina. Dal 2022 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha osservato un aumento di questi farmaci contraffatti in oltre 60 paesi a causa della crescente domanda e della vendita online non regolamentata. La contraffazione non avviene solo eliminando il principio attivo, può trattarsi di dosi errate o di contaminanti sconosciuti che causano reazioni tossiche ed eventi imprevedibili che, in combinazione con altri farmaci, possono anche essere fatali. Inoltre, esiste un mercato parallelo con produzioni galeniche di semaglutide e tirzepatide (non controllate, effettuate in laboratori privati) combinate con vitamina B12 per abbattere i costi. Tanto ci guadagnano comunque tutti, tranne gli utilizzatori finali che non hanno garanzie di sicurezza, ma solo quella di spendere 200 dollari al mese al posto dei 1000 necessari negli Stati Uniti per questi farmaci. Safdar riporta che l’abuso di questi preparati nocivi per la salute stia addirittura proliferando nei centri benessere.

Il tema è davvero serio, ma come non ricordarsi, a questo proposito, delle celebri pellicole degli anni Ottanta come 7 chili in 7 giorni con Renato Pozzetto e Carlo Verdone, oppure le “gesta” fantozziane nella clinica per dimagrire davanti al piatto di polpettine dove i pazienti incarcerati erano pronti a firmare cambiali per ottenere un piatto di spaghetti alla carbonara?
Ora “le cambiali” i pazienti le firmano per queste punturine che tolgono la fame, ma soprattutto nutrono una fetta importante di mercato.
Immagine di apertura: foto di Jarmoluk
- Ha collaborato Sabrina Sperotto




