Milano 23 giugno 2021

1. E’ stata finalizzata in questi giorni l’acquisizione da parte di Hyundai della società Boston Dynamics, mamma del cane-robot Spot. L’operazione si è conclusa per 1,1 miliardi di dollari e riveste un’importanza strategica per Eisun Chung da pochi mesi alla guida del gruppo coreano. Il nuovo Presidente ha infatti rivelato che la robotica rappresenterà il 20% del business del gruppo (il restante 50% sarà occupato dalla produzione di auto, il 30% dalla mobilità aerea urbana, droni e aerotaxi). Un affare d’oro considerato il successo degli ultimi anni di Boston Dynamics, azienda nata negli anni Novanta dal Massachussets Institute of Technology (MIT), passata nelle mani di Google nel 2013 e poi a Soft Bank nel 2017. Non è solo il cane Spot a renderla famosa, ma più in generale lo sono le profonde conoscenze acquisite nel campo dell’automazione e della robotica da cui l’ultima creazione Stretch, il magazziniere robot pensato per spostare scatole e rivoluzionare il modo di intendere la logistica. La sua commercializzazione è prevista nel 2022.

2. La grande fiera dell’innovazione francese VivaTech, in corso in questi giorni a Parigi, per la prima volta dal vivo dopo il Covid-19, ha presentato interessanti novità in tema di tecnologie e ospitato personaggi illustri del calibro di Tim Cook (amministratore delegato di Apple) e Mark Zuckemberg (amministratore delegato di Facebook). Proprio quest’ultimo ha parlato della realtà virtuale come uno dei pilastri della strategia futura del colosso dei social network. Negli ultimi quattro anni Facebook ha acquisito aziende di spicco nell’ambito dei videogiochi così come una piattaforma di build-and-share in stile Roblox (si tratta di aree in cui gli utenti possono creare i propri mondi virtuali, dove si può scegliere chi far entrare, si può socializzare con altri utenti). Sempre dal Vivatech l’annuncio da parte di Apple a voler intraprendere una strategia totalmente “verde”: Tim Cook ha promesso che entro il 2030 tutto il processo produttivo della “Mela”, sarà a impatto zero emissioni e realizzato esclusivamente con fonti rinnovabili. Tra le azioni già messe in atto, i nuovi IPhone non contengono il caricabatterie in confezione, con l’obiettivo di limitare i rifiuti elettronici. Inoltre, il 40% dell’alluminio utilizzato per la produzione dei computer Mac proviene da fonti riciclate, diminuendo così l’impiego di nuove risorse.

3. È un concetto diffuso già dagli ultimi anni del 2010, ma se ne parla davvero solo ora. Si chiama Cryptoart (o arte crittografica) ed è una categoria artistica legata alla tecnologia blockchain. Di che cosa si tratta esattamente? La Cryptoart consente di creare vere e proprie opere d’arte in formato digitale dotate di un codice alfanumerico (denominato NFT, acronimo di Non Fungible Token) che ne identifica l’autenticità oltre che l’unicità. Siamo ben lontani dall’acquisto di un bene materiale: chi compra un’opera Cryptoart avrà in mano un file non riproducibile. Un mercato che si è ampliato a vista d’occhio e che ha suscitato l’interesse di numerosi collezionisti in tutto il mondo, risolvendo peraltro una delle grosse tematiche irrisolte del mercato ovvero le royalties legate alle vendite secondarie. Infatti, se prima gli artisti non percepivano remunerazioni su scambi legati a vendite secondarie, ora grazie al codice univoco quando l’opera d’arte viene nuovamente acquistata, all’ideatore viene corrisposto un compenso del 10% sul prezzo di vendita. Le transazioni avvengono su case d’asta digitali, piattaforme dedicate alla compravendita di tali opere: tra le più famose Foundation, Nifty Gateway o rRare.

4. Anche Google diventa fisico. Negli scorsi giorni il gigante tecnologico ha aperto il suo primo negozio a New York nel quartiere Chelsea. Non si tratta di un propulsore di vendite (l’azienda genera infatti oltre 147 miliardi di dollari da annunci digitali) ma di una vetrina nata con l’obiettivo di rafforzare l’immagine del marchio e fare fronte all’esigenza sempre presente dei clienti di provare alcuni prodotti prima di acquistarli. All’interno dei negozi i consumatori potranno sperimentare i servizi più innovativi nonché provare i prodotti in commercio; ad esempio, i telefoni Pixel. Una strategia in linea con quella dei rivali, tra cui Amazon che di recente ha aperto a Seattle Amazon Fresh, il primo supermercato senza casse. Nel punto vendita i clienti possono fare la spesa con l’applicazione scaricata sul cellulare, prelevando i prodotti che grazie alle più recenti tecnologie, vengono addebitati direttamente sul conto del cliente. Non solo digitale quindi, ma una strategia che strizza l’occhio ad un ritorno verso il non così vecchio negozio fisico.

Immagine di apertura: il robot magazziniere Stretch della Boston Dynamics al lavoro. Sarà in commercio l’anno prossimo

Classe 1988, abruzzese di origine e milanese di adozione, laureata presso l'Università Bocconi di Milano in Economia delle Amministrazioni Pubbliche e delle Istituzioni internazionali, si occupa dal 2013 di consulenza manageriale per una multinazionale del settore. Ha la passione per la lettura, per i viaggi e la Toscana.

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