Milano 27 Gennaio 2027

All’inizio di ogni nuovo anno è prassi consolidata fare previsioni su come andrà l’economia nei successivi 12 mesi. E in effetti da alcuni giorni stanno puntualmente circolando, per quanto riguarda l’Italia, i primi report sull’argomento, realizzati da uffici studi di aziende e banche d’affari. Tra i più solerti a intervenire, Fabrizio Quirighetti, responsabile investimenti di Decalia Sim, primaria società di gestione, rileva da parte sua che il consenso degli osservatori «rimane sorprendentemente ottimista per il 2026». La maggior parte degli strateghi prevede infatti, secondo l’operatore, ulteriori progressi delle Borse valori, il che prolungherebbe l’attuale trend rialzista in atto ormai da parecchi mesi. Tuttavia, avverte l’operatore, «i rischi sono molto concreti. L’intelligenza artificiale e la tecnologia in generale rappresentano una quota significativa di speranze e valutazioni: se le promesse tardano a tradursi in profitti tangibili, la delusione potrebbe essere grave».

Si ripongono molte aspettative sull’Intelligenza Artificiale, ma potrebbe esserci una sopravvalutazione (foto di Gerd Altmann)

A sua volta Invesco, società indipendente di gestione degli investimenti con sede ad Atlanta (Usa), quotata a Wall Street e presente in oltre 20 Paesi (in Italia è attiva dal 1997), rileva che dopo anni di crescita debole l’Europa mostra segnali di ripresa. Le imprese, spiega un documento della società, hanno ripreso ad investire e stanno emergendo i primi elementi di crescita. Permangono tuttavia alcuni ostacoli, come l’invecchiamento della popolazione. Inflazione e instabilità politica restano però in agguato e questi fattori potrebbero cambiare le prospettive.
In generale, le previsioni economiche per il 2026 ipotizzano una crescita moderata per l’Ita-lia, trainata dagli investimenti previsti dal Pnrr, con il Pil in aumento (tra il +0,7% e lo 0,8%), inflazione in calo (intorno all’1,4%) e una lieve riduzione della disoccupazione, ma anche con l’incertezza geopolitica e la debolezza del commercio estero indicate come principali rischi. Il 2026 si prospetta un anno di graduale recupero per l’Italia, che dipende in particolare dall’efficacia degli investimenti pubblici e dalla gestione dei rischi internazionali, con l’intelligenza artificiale come elemento dirompente e trasformativo.

Secondo gli analisti di Barclays quest’anno dovrebbe verificarsi un’ascesa dei titoli del lusso del 5-6% (foto di Maya)

Per quanto riguarda la Borsa, il 2026 potrebbe essere l’anno della ripresa per i titoli del lusso. Sono in molti a crederci. Ne sono convinti, per esempio, gli analisti di Barclays, che nei giorni scorsi hanno diffuso uno studio nel quale prevedono una crescita media del 5-6% per l’intero settore, rispetto a un 2025 definito “difficile”. Pur mettendo in guardia sul sopraggiungere di possibili rischi, sempre in agguato, il documento indica gli Usa come Paese trainante, mentre la Cina dovrebbe consolidare i progressi già acquisiti, anche se su Pechino non mancano le preoccupazioni relativamente al lungo termine, quando si sarà esaurita la spinta che sta attualmente sostenendo questo grande mercato. I settori visti come favoriti sono quelli della moda e della pelletteria e le società sulle quali si focalizza la ricerca vanno da Richemont a Moncler, da Prada a Versace.

La sede della Salvatore Ferragamo spa in Palazzo Spini Feroni a Firenze

Di questi soltanto Moncler è quotata a Piazza Affari, ma anche gli altri titoli del comparto presenti nel listino italiano, come Aeffe, Brunello Cucinelli, Piquadro e Salvatore Ferragamo sarebbero in ogni caso coinvolti nel trend rialzista del settore. Nei prossimi giorni, quando andrà a regime la stagione dei report, si potranno trarre le prime conclusioni.
Allargando l’orizzonte oltre i confini di Piazza Affari, le prospettive di crescita riguardano l’intero continente europeo. Secondo gli analisti di T.Rowe Price – azienda di investimenti statunitense quotata, con sede a Baltimora nel Maryland – l’Europa sta entrando silenziosamente in una nuova fase di espansione. La sospensione del freno all’indebitamento della Germania, spiegano, consente flessibilità fiscale per la difesa e le infrastrutture. I franchising europei nei settori dell’industria e dell’automazione sembrano essere particolarmente ben posizionati per partecipare alla realizzazione definita dell’“intelligenza artificiale fisica”, a partire dai robot fino ai sistemi autonomi e ai droni.

Immagine di apertura: foto di Gerd Altmann

Giacomo Ferrari
Nato a Rivanazzano Terme (Pavia) è giornalista professionista dal 1977. Per quasi trent'anni alla redazione Economia del "Corriere della Sera", è stato per molto tempo titolare della rubrica quotidiana sulla Borsa Valori. Prima di approdare nel 1986 a via Solferino, è stato Caporedattore a "Il Mondo" e in precedenza ha lavorato al "Sole24ore" e alla "Gazzetta del Popolo" di Torino. Tra i suoi libri, "Guida facile alla Borsa", Sperling & Kupfer (tre edizioni, l'ultima nel 2000) e "Meno Agnelli, più Fiat, cronaca di un cambiamento", Daniela Piazza Editore, 2010.Nel 2019 per Mind Edizioni è uscito il suo ultimo libro, "Difendi i tuoi soldi. Capire prima di investire".

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