Pavia 27 Novembre 2025

L’interesse per il corpo e la relazione corpo-mente che si riscontra nella psicoanalisi fino dalla sua nascita, oggi è al centro di una grande e rinnovata attenzione. Tra il 2024 e il 2025 sono stati pubblicati diversi libri sul corpo umano nel suo rapporto con la psiche: C’era una volta il corpo (Feltrinelli) di Walter Siti, un’indagine sulle peripezie del corpo contemporaneo tra tatuaggi, rimozione della vecchiaia e della morte, abiti genderless e body shaming, ovvero la derisione dell’aspetto fisico di una persona, soprattutto sui Social.

La copertina di “C’era una volta il corpo” di Walter Siti (Feltrinelli)

Cosa significa essere umani? (Raffaello Cortina) del neuroscienziato Vittorio Gallese e dello psicologo Ugo Morelli, libro che sottolinea come oltre la centralità della mente dobbiamo riconoscere di essere un corpo, perché solo nel superamento dei dualismi che la nostra tradizione culturale porta con sé – mente-corpo, natura-cultura, io-tu –  si arriva all’umano. Dicotomie che sono alla base del senso comune di questa società. Invece no, prima dell’individuo esiste la relazione. Non più il primato dell’individuo, quindi, ma la centralità della relazione, che configura una dimensione del “noi” nella quale il soggetto può riconoscersi. Infine Corpo, umano, pubblicato da Einaudi, di Vittorio Lingiardi, un viaggio nel corpo autobiografico, psicoanalitico, e immaginifico. Viaggio all’interno del corpo ma anche affresco dei vari organi, con spiegazioni scientifiche, immagini dell’arte, brani di poesia e di letteratura che ci fanno scoprire un privatissimo Grand Tour di perfezionamento personale dell’autore, psichiatra e psicoanalista.

La copertina di “Cosa significa essere umani?” di Vittorio Gallese e Ugo Morelli, pubblicato da Cortina

La psicoanalisi considera da sempre il corpo e la mente indissolubilmente legati, vedendo la corporeità come fondamentale per la costruzione dell’identità e dell’esperienza psichica. Sigmund Freud, il filosofo e neurologo considerato il fondatore della psicoanalisi, a partire dagli Studi sull’isteria (1895) attribuì al corpo un ruolo centrale giacché notò che alcune sue pazienti presentavano disturbi somatici associati a disturbi psichici. «L’Io – scrive Freud – è in definitiva derivato da sensazioni corporee, soprattutto da quelle provenienti dalla superficie corporea. Esso può dunque essere considerato come una proiezione psichica della superficie del corpo».
Dopo Freud che, come abbiamo detto, osservò il legame tra mente e corpo attraverso sintomi psicosomatici, e definì la pulsione come interfaccia tra i due ambiti, psicoanalisti come Donald Winnicot e Wilfred Ruprecht Bion hanno approfondito questa relazione, considerando il corpo come punto di partenza per lo sviluppo dell’Io e per la percezione della realtà. Poi è arrivata la Medicina Psicosomatica, che ha avuto i suoi fondatori in Georg Groddeck e Franz Alexander volta a ricercare la connessione tra un disturbo o una malattia fisici e la sua possibile causa di natura psichica.

La copertina di “Corpo, umano” di Vittorio Lingiardi, pubblicato da Einaudi

Teorie che ebbero un grande seguito e delle quali in Italia abbiamo avuto un esponente illustre nello psichiatra Paolo Pancheri, scomparso nel 2007. «Erroneamente abbiamo pensato che il problema mente-corpo potesse essere superato solo con il corpo – afferma Roberto Goisis, psichiatra e psicoanalista milanese – .Negli anni Settanta, senz’altro il momento più alto dell’affermazione della Medicina Psicosomatica, si concepì che fosse la mente a poter fare ammalare e poi guarire il corpo. E viceversa. Oggi il dialogo tra mente e corpo viene concepito come una sorta di continuum paritario da preservare. Nessuno vince o perde in questo confronto».
«Un suggerimento banale ma secondo me efficacissimo – conclude Goisis – è quello di utilizzare il vecchio adagio mens sana in corpore sano, occuparsi con cura e amorevolezza di entrambe le parti, ricordandosi sempre che i processi psichici fondamentali falliscono se non viene attivata la consapevolezza delle nostre caratteristiche somatiche».

Secondo lo psicoanalista Roberto Goisis il dialogo fra corpo e mente deve essere un continuum paritario (foto di Ipazia.org)

«Il corpo è sempre visto da scienziati e studiosi come nudo, coperto soltanto dalla propria carne – puntualizza lo psicoanalista Augusto Iossa Fasano – . In realtà non c’è corpo senza oggetto ausiliario, gli abiti e i device, ormai tanto diffusi, che costituiscono una parte del concetto di soggettività. Eppure questi elementi, soprattutto le protesi, non ricevono considerazione, non vengono calcolati nel bilancio individuale e collettivo. Spesso ci si spinge a considerare la condizione corporea e i rapporti con le innovazioni tecnologiche circostanti, senza annettere il ruolo e le funzioni degli oggetti che ci stanno addosso».

A questo proposito scrive Walter Siti in C’era una volta il corpo: «Bisogna fare un passo indietro e rendersi conto che la distinzione tra corpo organico e materiale inorganico non è così netta come il nostro orgoglio umanistico vorrebbe farci credere. Dalla scoperta del fuoco all’uso della selce scheggiata in poi, il corpo umano e la techne non sono mai stati due entità contrapposte, ma hanno sempre formato un sistema interattivo. Invece di essere concepito come un sistema chiuso, il corpo dovrebbe piuttosto essere pensato come luogo di accoglienza».
E se si volesse usare il corpo come metafora sociale sarebbe importante che i politici tenessero ben presente che il “corpo sociale” è un insieme di cittadinanze, di cui nessuna va trascurata o dimenticata.

Immagine di apertura: foto di Gerd Altmann

Gian Battista Ricci
Nato a San Giorgio di Lomellina, ma pavese di adozione, si è laureato in Filosofia e Psicologia a Pavia, dove ha risieduto dal 1975 al 2015, mantenendo attività clinica e didattica e dal 1999 è stato docente di "Tecniche di riabilitazione psichiatrica" nell'ateneo pavese. Psicoanalista e Arteterapeuta, allievo di Sergio Finzi e Virginia Finzi Ghisi è membro dell'associazione "La Pratica Freudiana" di Milano, dove dal 2000 ha tenuto seminari. Fondatore di "Tracce di Territorio", associazione no-profit con sede in Lomellina, è tra i promotori di gruppi di studio di Psicoanalisi e laboratori di Arteterapia. Ha pubblicato con Selecta : "L'insonnia", "Problemi etici in psichiatria", "Guida illustrata ai farmaci in psichiatria" Disegnatore anatomico, ha lavorato per diversi ospedali e per il "Corriere della Sera". Le sue opere sono state esposte recentemente nelle sale del Museo per la storia dell'Università di Pavia. Con Edoardo Rosati ha appena pubblicato "La mirabolante avventura dell'anatomia umana" (Dedalo Edizioni).

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