Milano 27 Febbraio 2026

Nel corso dell’investor day del Monte Paschi di Siena, in calendario il prossimo venerdì 27 febbraio, sarà presentato agli analisti il nuovo piano industriale del gruppo. Nell’occasione, il consiglio di amministrazione dell’istituto, presieduto da Nicola Maione, annuncerà la nuova collocazione della controllata Mediobanca, il cui titolo sarà tolto dal listino di Piazza Affari, anche se la merchant bank, controllata al 100% dal Monte, continuerà a rimanere in vita e a operare come società autonoma. I “grandi soci” del Monte Paschi – la finanziaria Delfin della famiglia Del Vecchio e il gruppo Caltagirone, ma anche il Ministero dell’Economia – hanno scelto dunque la strada dell’integrazione, nell’ambito però di un nuovo schema organizzativo. In questa operazione Mediobanca sarà assistita dagli advisor Rothschild e Morgan Stanley, mentre Mps sarà seguita da Jefferies, JP Morgan e Ubs.

il logo storico di Mediobanca

I consigli di amministrazione delle due società potrebbero tenersi a marzo, mentre spuntano nel frattempo le prime valutazioni degli analisti: secondo Equita Sim, per esempio, «in base ai prezzi di martedì (17 febbraio, ndr) e rettificando per i dividendi, il concambio sarebbe di 2,3 azioni Mps per un titolo Mediobanca». Si sa già che le attività di corporate & investment banking e quelle di private banking di Monte Paschi, rivolte alla clientela di fascia alta, saranno trasferite a Mediobanca, che manterrà a sua volta la partecipazione in Generali. Risulterà così «giustamente valorizzato un brand prestigioso – spiega una nota – con un patrimonio unico di competenze e sinonimo di eccellenza nei servizi di consulenza alle imprese e ai privati». Entro fine febbraio, intanto, dovranno essere resi noti i nomi dei candidati al nuovo consiglio di amministrazione del Monte Paschi in vista dell’assemblea degli azionisti in calendario il prossimo 15 aprile.

La storica piazzetta Cuccia su cui affaccia la sede centrale di Mediobanca a Milano (foto di Giovanni Dall’Orto)

L’integrazione Monte Paschi-Mediobanca rappresenta una svolta storica. Chi avrebbe mai immaginato che la creatura di Raffaele Mattioli (Mediobanca appunto) successivamente plasmata e gestita da Enrico Cuccia, sarebbe finita tra le partecipazioni di una banca da sempre considerata pubblica? Nel frattempo è stata portata a termine la sua privatizzazione, ma nell’immaginario collettivo il Monte è ancora vissuto come un’istituzione statale. Mediobanca sarà in ogni caso costretta a cambiare pelle. Perderà l’attuale ruolo di autonoma banca d’affari per assumere quello di braccio armato della sua nuova controllante. In attesa che l’operazione si concluda, i mercati scommettono intanto su entrambi i titoli. Sia Monte Paschi sia Mediobanca, infatti, hanno visto moltiplicarsi nelle ultime settimane i volumi scambiati, mentre le quotazioni non hanno subito variazioni sostanziali.

Enrico Cuccia (1907-2000), direttore generale di Mediobanca dal 1946 al 1982 in una immagine del 1985 (fonte: Archivio Storico Vincenzo Maranghi)

Gli analisti intanto valutano i due titoli dal punto di vista dell’investitore. Per quanto riguarda il Monte, giovedì 19 febbraio gli analisti di Kbw hanno confermato il giudizio outperform (farà meglio del mercato) e migliorato l’obiettivo di prezzo, fissato a 10,5 euro. In precedenza (mercoledì 11 febbraio, dopo la presentazione dei conti preliminari 2025), Barclays aveva confermato il giudizio equalweight (pesare correttamente nel proprio portafoglio) e ridotto l’obiettivo di prezzo a 9,1 euro dai precedenti 9,2 euro. Pochi giorni prima, il 14 gennaio, Equita Sim aveva ribadito la raccomandazione di mantenere il titolo in portafoglio, ma aveva alzato a 10,5 euro l’obiettivo di prezzo. Il 9 gennaio, infine, era stata Bank of America-Merril Lynch ad attribuire al titolo il voto massimo, accompagnato tra l’altro da una valutazione a doppia cifra, pari a 10,5 euro. Mediobanca invece, mercoledì 11 febbraio aveva subito a Piazza Affari un ribasso dell’1,3%, a quota 18,7 euro (seguito da un forte rimbalzo: mercoledì 18 a ridosso della chiusura, la quotazione è risalita a 19,4 euro, il 6,78% in più sulla chiusura del giorno precedente). Giovedì 19 febbraio, infine, è ridiscesa leggermente (a 18,905 euro), proprio nel giorno in cui Kbw ha alzato l’obiettivo di prezzo a 22,61 euro, mentre ha lasciato invariato il giudizio outperform.

Immagine di apertura: palazzo Salimbeni nel cuore di Siena, sede storica del Monte dei Paschi di Siena dal 1472. Costruito nel XIV Secolo, il palazzo, restaurato nell’Ottocento in stile gotico, ha avuto una ulteriore risistemazione nel Novecento (foto di Ray a Manila)

Giacomo Ferrari
Nato a Rivanazzano Terme (Pavia) è giornalista professionista dal 1977. Per quasi trent'anni alla redazione Economia del "Corriere della Sera", è stato per molto tempo titolare della rubrica quotidiana sulla Borsa Valori. Prima di approdare nel 1986 a via Solferino, è stato Caporedattore a "Il Mondo" e in precedenza ha lavorato al "Sole24ore" e alla "Gazzetta del Popolo" di Torino. Tra i suoi libri, "Guida facile alla Borsa", Sperling & Kupfer (tre edizioni, l'ultima nel 2000) e "Meno Agnelli, più Fiat, cronaca di un cambiamento", Daniela Piazza Editore, 2010.Nel 2019 per Mind Edizioni è uscito il suo ultimo libro, "Difendi i tuoi soldi. Capire prima di investire".

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