Monza, 27 marzo 2026

La mercificazione della salute passa da diversi canali. La fretta e la superficialità diffusa sgretola l’attenzione verso i cambiamenti che a poco a poco modificano la percezione della realtà, senza portare condizioni migliori per i pazienti. È successo con l’aziendalizzazione degli ospedali così come per le farmacie, che da tempo sono state trasformate in supermercati, come anche i supermercati in (para) farmacie, tanto da arrivare oggi a non notare più la differenza.

il farmacista ora più che dispensare farmaci vende integratori e farmaci da banco, che non necessitano di ricetta medica (foto di Hosny Salah)

In farmacia ci propongo tessere punti fedeltà ed espositori di cosmetici, creme ed integratori sempre più simili alla grande distribuzione, oltre ai blandi rimedi da banco costosissimi se si considera la quantità di principio attivo contenuto al loro interno, in genere la metà secca. Non mancano le promozioni e gli sconti con cartelloni colorati. I farmaci veri e propri, nelle farmacie non si vedono più. Non sembrano più presidi sanitari, ma ibridi sospesi tra cura e consumo. La pubblicità fa da padrona per creare nuove necessità e favorire questo dilagare di rimedi blandi, che vengono proposti dai farmacisti commercianti. Il guadagno di questa classe enorme di prodotti proposti surclassa i farmaci veri nascosti nella vera farmacia nel retro.
Nei supermercati ci sono reparti e corridoi pieni di integratori e farmaci OTC (Over The Counter, ovvero da banco) che si possono vendere senza il consiglio del farmacista, come ad esempio antidolorifici leggeri e tutti quei principi attivi molto noti, ma a basso dosaggio, che fanno poco o niente: resta però ben visibile il loro marchio famoso per il quale viene fatta una pubblicità accanita.

Il cittadino è sempre più un consumatore di farmaci da banco e di integratori, spinto dall’offerta in farmacia e nei supermercati (foto di Stones Gucci)

Senza fare analisi approfondite, possiamo ritenere che questi tipi di “bustine” costano quasi il triplo dello stesso farmaco con formula del principio attivo piena e la gente li compra comunque, magari pensando che è più comodo e non devono nemmeno “perdere tempo” per andare dal dottore. Inoltre, sempre al supermercato, si trovano farmaci SOP (Senza Obbligo di Prescrizione, medicinali per curare disturbi transitori come il raffreddore o la tosse) che presuppongo per legge la presenza di un farmacista nei corner allestiti appositamente ma, comunque, sempre di fianco a yogurt e saponi. Ma bisogna anche far presente al pubblico che, pur blandi, questi rimedi hanno controindicazioni! Questo sistema sembra fatto apposta per prendere in giro la gente e educarla ad un profilo culturale di una bassezza ignobile.

Siamo arrivati a questo punto in vent’anni con una serie di manovre normative, ma in particolare attraverso il delisting dei farmaci unitamente alle leggi sulla pubblicità degli stessi. Il delisting avviene quando un farmaco, prima rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale viene “delistato” e diventa da fascia A e H (e A gratuiti o con ticket, H rimborsati al 100%) a fascia C: il farmaco di fascia C richiede una ricetta del medico, ma il pagamento è a carico del paziente. Se il farmaco di fascia C diventa anche senza obbligo di prescrizione (SOP) è sempre a pagamento, ma aumenta la sua accessibilità perché si può trovare anche al supermercato. Il delisting è un processo decisionale continuo che si protrae da tempo su sempre più articoli.

Dal 2006 è consentita la pubblicità televisiva, radiofonica e a mezzo stampa e web di medicinali di automedicazione (OTC) e che non richiedono prescrizione medica (SOP) (foto di Pete Linforth)

La classificazione dei farmaci è avvenuta nel 1993 per individuare le condizioni di rimborsabilità; in seguito nel 2003 è stata istituita dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) per controllare anche la spesa farmaceutica. Con il Decreto Bersani del 2006 (L.248/06) è avvenuta la liberalizzazione della vendita dei farmaci da banco che di fatto ha aumentato la concorrenza sui prezzi, la possibilità di sconti e l’apertura di punti vendita dedicati, le parafarmacie. Il Corriere della Sera nel 2015 scriveva a tutta pagina «La farmacia è diventata un supermercato» e ricordava anche che era «un’estensione fisica dello studio del dottore», dove il farmacista aveva un ruolo di filtro e di aiuto. Purtroppo, la mercificazione è andata di pari passo anche negli ospedali cambiando l’assetto di questi luoghi di cura per eccellenza: le hall di ingresso oggi sembrano un centro commerciale dove compri calze e reggiseni o addirittura bijoux e outlet di dolciumi! Non esiste più serietà nemmeno davanti alla sofferenza umana, che viene mescolata con il commercio di vario genere. Più grave ancora è l’abitudine che si crea nella gente a percepire tutto questo come normale. Se la salute è commercio, se i luoghi di cura sono centri commerciali e se la superficialità dilaga, come stupirsi poi se nei pronto soccorsi il personale sanitario venga preso a randellate quando un paziente muore?!

L’enorme offerta di integratori nei grandi supermercati oggi (foto di Sabrina Sperotto)

Come per il decreto Bersani, anche le normative sulla pubblicità dei farmaci sono state regolate sempre del 2006 con il Decreto Legislativo 24 aprile, n. 219 – titolo VIII (art 113-128). Principalmente, è consentita la pubblicità televisiva, radiofonica e a mezzo stampa e web di medicinali di automedicazione (OTC) e che non richiedono prescrizione medica (SOP), previa autorizzazione specifica del Ministero della Salute. Sono state però molte le irregolarità registrate proprio in fase di richiesta di autorizzazione: dal Rapporto AIFA 2024 si legge che su 13.000 istanze di pubblicità depositate il 28 per cento è risultato scorretto in termini di difformità del materiale promozionale, di messaggi che esagerano i benefici e minimizzano i rischi o di pubblicità ingannevole o addirittura di farmaci che richiedono la ricetta medica, ma che vengono camuffati in qualche modo e pubblicizzati ugualmente.
Inoltre, riguardo alle ultime novità in farmacia, possiamo menzionare il recente passaggio avvenuto con l’ultima legge di Bilancio 2026 che attesta il ruolo delle “farmacie dei servizi”, ovvero che le prestazioni sanitarie erogate dalle farmacie, secondo il decreto-legge 153/2009, diventano parte integrante del Servizio Sanitario, con validità su tutto il territorio nazionale. Le prestazioni come le vaccinazioni antinfluenzali, gli screening, test diagnostici o prestazioni di telemedicina (elettrocardiogramma, holter, spirometria), verranno erogate in farmacia. Chissà perché la Regione Lombardia ha iniziato a chiamare i pazienti a ore serali disdicendo holter già programmati in centri poliambulatoriali, come è successo a me proprio oggi….

Immagine di apertura: il corner farmaci in un grande supermercato milanese (foto di Sabrina Sperotto)

  • Ha collaborato Sabrina Sperotto
Ettore Vitali
Classe 1952, monzese, cardiochirurgo emerito, ha diretto per molti anni il Centro di Cardiologia e Cardiochirurgia De Gasperis di Milano all'ospedale Niguarda. È stato presidente dei cardiochirurghi italiani e si è sempre occupato di trapianto cardiaco, di chirurgia dell’insufficienza cardiaca, valvolare, dell’aorta, coronarica, mini invasiva ed in particolare, ha acquisito un'esperienza più che trentennale nell’ assistenza meccanica al circolo (Cuore artificiale). Ha eseguito oltre 2000 interventi e 300 trapianti di cuore. È membro di diverse società scientifiche come l’International Society for Heart and Lungs Transplantation, la Società Italiana di Ecografia Cardiovascolare ed ha partecipato alla commissione “Audit and Guidelines” della Società Europea di Chirurgia Cardio-Toracica. .È stato direttore di dipartimento e responsabile della definizione delle linee guida e dei protocolli diagnostici e terapeutici cardiochirurgici, dello sviluppo della ricerca scientifica e delle iniziative di innovazione clinica delle Unità Operative di Cardiochirurgia degli Ospedali Humanitas in Lombardia fino alla fine del 2014. È autore di oltre 300 pubblicazioni sulle più prestigiose riviste nazionali ed internazionali. Ha sviluppato insieme a Sabrina Sperotto, il progetto di educazione medico-culturale “HE-ART & Science” per gli istituti scolastici.

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