Milano 27 Settembre 2025

Soltanto un anno fa la notizia sarebbe stata definita pura fantascienza. Mediobanca, crocevia della grande finanza italiana e simbolo di un certo capitalismo di élite, acquistata (o meglio conquistata) dal Monte Paschi di Siena, una banca che ha appena completato un percorso di rilancio ma che non si è ancora scrollata di dosso l’immagine di fragilità che si porta appresso da tempo. Eppure la scalata è andata in porto. Questa volta lo Stato non è entrato a gamba tesa come fece quando bloccò il progetto di integrazione tra Unicredit e Banco Bpm, utilizzando l’arma del golden power (si trattò in quella occasione di un intervento discutibile, dal momento che questo strumento dovrebbe essere usato soltanto per la tutela di interessi nazionali nei confronti di entità straniere).

Il trecentesco Palazzo Salimbeni, nel cuore di Siena, sede storica del Montepaschi. Il palazzo in stile gotico è stato restaurato nel corso del Novecento dall’architetto Pierluigi Spadolini

Non si può negare, tuttavia, che l’iniziativa di Monte Paschi ha avuto l’avallo – se non di più – della politica, suscitando così le perplessità del mercato. Inoltre l’operazione, nonostante formalmente si tratti di una banca che acquisisce un’altra banca, ha una regia “esterna” al sistema. Dietro l’istituto senese ci sono infatti le iniziative di due suoi azionisti importanti, la Delfin degli eredi Del Vecchio e il gruppo Caltagirone, i cui interessi primari sono soprattutto industriali. Questo giustifica i timori di chi vede il rischio che si manifesti un possibile conflitto d’interesse. Toccherà all’amministratore delegato di Monte Paschi Luigi Lovaglio fugare questi dubbi. Il personaggio gode di grande stima nel mondo bancario e questo dovrebbe garantirgli la fiducia necessaria a realizzare un convincente progetto industriale per il nuovo soggetto bancario frutto della fusione. Operazione non facile, dal momento che occorrerà fondere insieme due diverse culture bancarie: quella di Mps, banca essenzialmente commerciale, e quella di Mediobanca, che opera da sempre su altri fronti, come la consulenza e l’attività di investimento.

La storica sede centrale di Mediobanca in piazzetta Cuccia a Milano nel Palazzo Visconti Aimi

Se andrà in porto, si tratterebbe di un primo modello di banca universale pluriservizi, verso il quale si guarda da tempo in Italia e soprattutto in Europa. C’è chi è perplesso, soprattutto sui tempi di realizzazione, tanto che molti dei soci storici del Monte si sono affrettati a cedere le proprie quote. E chi invece ci crede, come un colosso come il fondo statunitense Blackrock, il più grande gestore di patrimoni al mondo, che ha annunciato quasi in contemporanea di avere acquistato il 5% della banca italiana. Il titolo Mps vale intorno agli 8 euro (esattamente 8,05 euro l’ultimo prezzo registrato mercoledì 17 settembre a fine giornata), in crescita del 61% circa rispetto a un anno fa e sugli stessi livelli di un mese fa. La conquista di Piazzetta Cuccia (come viene anche definita Mediobanca), rappresenta il completamento di un percorso di rilancio anche di immagine, attuato con pieno successo. D’altra parte le raccomandazioni degli analisti riguardo all’andamento futuro del titolo sono ormai da tempo tutte positive. Lo scorso 11 agosto Intesa-S.Paolo ha confermato la raccomandazione “buy” (comprare) e alzato l’obiettivo di prezzo, portandolo a 8,2 euro, lo stesso livello al quale lo aveva indicato Equita Sim pochi giorni prima, il 7 agosto. In precedenza i giudizi positivi erano arrivati da Barclays e da Hsbc (Hong Kong and Shanghai Bank, uni dei più grandi gruppi bancari e di servizi finanziari al mondo). L’analisi tecnica effettuata dal sito Teleborsa, infine, che studia l’andamento delle quotazioni nel tempo utilizzando metodi grafici e statistici, aggiornata alla chiusura di lunedì 15 settembre, indica a 8,021 euro e 7,637 euro i cosiddetti supporti (così vengono definiti i livelli più bassi della stima), mentre la prima resistenza (il contrario di supporto, vale a dire il tetto massimo della previsione) è collocata a 8,598 euro, con una possibile estensione (seconda resistenza nel linguaggio tecnico) a 9,18 euro.

Il mercato per ora ha risposto positivamente alla conquista di Mediobanca da parte di Mps (foto di TungArt7)

Quanto a Mediobanca, la società è attesa a una profonda trasformazione rispetto al ruolo giocato in passato. Il mercato ha comunque promosso a pieni voti l’operazione, premiando entrambe le società. L’azione Mediobanca ha chiuso lunedì 15 settembre a 22,10 euro. Pochi giorni prima, il 12 settembre, il titolo aveva toccato il suo massimo annuale (che è anche massimo storico), a quota 22,10 euro. In attesa dell’assemblea dei soci, in calendario il 28 ottobre prossimo, chiamata a nominare i nuovi amministratori e il nuovo management, la società ha incassato intanto la promozione unanime degli analisti. Il report più recente è del 3 settembre scorso ed è il frutto dell’indagine approfondita condotta dai tecnici di Deutsche Bank, che ha inaugurato la cosiddetta “copertura” sul titolo, inserendolo cioè per la prima volta tra quelli sotto osservazione periodica. Ebbene, in questo caso il giudizio è “hold” (mantenere in portafoglio). Il 1° settembre Banca Akros si era espressa invece con un voto “neutral” e indicato un obiettivo di prezzo a 20 euro, senza variazioni rispetto alla stima precedente.

Immagine di apertura: fonte: borsainside.com

Giacomo Ferrari
Nato a Rivanazzano Terme (Pavia) è giornalista professionista dal 1977. Per quasi trent'anni alla redazione Economia del "Corriere della Sera", è stato per molto tempo titolare della rubrica quotidiana sulla Borsa Valori. Prima di approdare nel 1986 a via Solferino, è stato Caporedattore a "Il Mondo" e in precedenza ha lavorato al "Sole24ore" e alla "Gazzetta del Popolo" di Torino. Tra i suoi libri, "Guida facile alla Borsa", Sperling & Kupfer (tre edizioni, l'ultima nel 2000) e "Meno Agnelli, più Fiat, cronaca di un cambiamento", Daniela Piazza Editore, 2010.Nel 2019 per Mind Edizioni è uscito il suo ultimo libro, "Difendi i tuoi soldi. Capire prima di investire".

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