Milano 27 Novembre 2023

L’impatto dell’intelligenza artificiale sulla nostra vita e sul nostro futuro è oggetto di un dibattito sempre più appassionante. Da un lato c’è chi teme possibili effetti devastanti sul futuro dell’umanità e dall’altro chi, più ottimista, si appella alla storia per dimostrare che da sempre tutte le innovazioni, anche le più rivoluzionarie, hanno dapprima spaventato l’uomo e poi sono state utilizzate a suo vantaggio. Il tema è trattato da Costantino Muscau su questo numero, al cui articolo si rimanda il lettore. Ma l’intelligenza artificiale, che coinvolge in vari modi il mondo dell’economia, è destinata a cambiare profondamente anche i meccanismi della finanza, così come la intendiamo oggi. E questo è un aspetto non ancora adeguatamente approfondito. Cominciamo dunque con il dire che a ben guardare in alcune attività finanziarie il suo utilizzo è già oggi una prassi consolidata. Da diverso tempo ormai nelle compravendite di azioni in Borsa l’algoritmo ha parzialmente sostituito l’operatore “fisico”. I responsabili delle grandi compagnie di investimento (che poi sono quelle che gestiscono buona parte dei nostri risparmi, compresi quelli confluiti nei fondi pensione) vi fanno ricorso in modo massiccio. Indicano degli obiettivi precisi e lasciano ai programmi computerizzati il compito di intervenire, acquistando o vendendo a seconda dei tetti stabiliti. Un meccanismo che, si potrebbe obiettare, non è del tutto catalogabile come applicazione dell’intelligenza artificiale. In questo caso infatti l’operatore può intervenire in ogni momento bloccando l’algoritmo.

L’intelligenza artificiale nelle transazioni  bancarie è già realtà, ma l’operatore può intervenire in ogni momento bloccando l’algoritmo (fonte: quifinanza.it)

Ben altra cosa sarebbe invece il passo successivo, vale a dire la nascita di un ulteriore algoritmo che indirizza le scelte di quello sottostante, basandosi su una serie di variabili, economiche e non. Una escalation, insomma, che potrebbe non esaurirsi ma estendersi a livelli successivi. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale in finanza, tuttavia, non si ferma qui. Si pensi soltanto all’attività bancaria che, per quanto riguarda il rapporto con il cliente privato, è già radicalmente cambiato con l’avvento dell’home banking, la possibilità cioè di effettuare quasi tutte le operazioni con il computer di casa. Il prossimo passo sarà la completa digitalizzazione delle altre funzioni della banca, dalla concessione del credito all’allocazione delle riserve, dalla gestione della privacy del cliente alle procedure non previste dalle regole che disciplinano attualmente l’intermediazione finanziaria.

Come affrontare le sfide che si presenteranno nel prossimo futuro, mano a mano che l’intelligenza artificiale andrà a sostituire l’intervento umano? Esistono studi che arrivano a conclusioni estremamente allarmanti. Come quello, recente, di Goldman Sachs, che ipotizza una perdita di 300 milioni di posti di lavoro nel mondo a causa della digitalizzazione dei processi produttivi e di tutte le altre attività tradizionalmente affidate all’uomo. Quanti di questi posti di lavoro (prendendo per buone simili previsioni, che potrebbero in teoria essere smentite) riguardano il mondo della finanza? Per limitare i danni servirebbero interventi drastici, anche legislativi, e soprattutto efficaci. Che ancora non ci sono. In compenso si stanno muovendo varie organizzazioni che operano nel mondo della finanza, puntando quanto meno ad approfondire il fenomeno, primo passo verso la costruzione di un quadro di proposte da sottoporre al legislatore. Assogestioni, per esempio, che riunisce i cosiddetti Oicr (organismi di investimento collettivo del risparmio) ha recentemente prodotto un libro bianco sul possibile impatto dell’intelligenza artificiale. E una delle conclusioni cui si è arrivati è che servono nuove competenze specifiche all’interno del settore – che comprende i fondi d’investimento e le gestioni patrimoniali personalizzate – da formare al più presto. Anche l’Abi, la cosiddetta Confindustria delle banche, si sta dedicando allo studio di tutte le innovazioni tecnologiche legate al mondo finanziario. Partendo dall’esigenza di uniformare le applicazioni già adottate e in qualche caso operanti in alcuni singoli istituti.

Il Parlamento Europeo ha adottato in via definitiva il regolamento sulle criptovalute (foto di David Mcbee)

Si tratta di iniziative che dovrebbero portare alla stesura di regole che per il momento sembrano ancora lontane nel tempo. Qualche passo avanti lo ha fatto il Parlamento europeo, che ha appena adottato in via definitiva il regolamento sulle cripto attività, all’interno del quale sono presenti interessanti rimandi in materia di finanza digitale. Una direttiva comunitaria completa e dettagliata sui vari aspetti dell’intelligenza artificiale è però ancora lontana. La priorità assoluta nell’individuare le possibili misure è certamente la protezione dei cittadini, sempre più minacciati da chi utilizza l’intelligenza artificiale per portare a termine truffe e attacchi informatici. Una delle forme più diffuse è il cosiddetto phishing, vale a dire la richiesta via mail di dati personali fingendosi una istituzione nota al destinatario. Questi messaggi, spiegano gli esperti, stanno diventando estremamente raffinati. I siti aziendali replicati, infatti, sono del tutto simili a quelli che intendono imitare. L’utilizzo del web da parte di hackers e criminali informatici, insomma, è indubbiamente il pericolo maggiore. Che dovrebbe essere affrontato al più presto e con decisione.

Immagine di apertura: foto di europe-advisory.com

Nato a Rivanazzano Terme (Pavia) è giornalista professionista dal 1977. Per quasi trent'anni alla redazione Economia del "Corriere della Sera", è tuttora titolare della rubrica quotidiana sulla Borsa Valori. Prima di approdare nel 1986 a via Solferino, è stato Caporedattore a "Il Mondo" e in precedenza ha lavorato al "Sole24ore" e alla "Gazzetta del Popolo" di Torino. Tra i suoi libri, "Guida facile alla Borsa", Sperling & Kupfer (tre edizioni, l'ultima nel 2000) e "Meno Agnelli, più Fiat, cronaca di un cambiamento", Daniela Piazza Editore, 2010.Nel 2019 per Mind Edizioni è uscito il suo ultimo libro, "Difendi i tuoi soldi. Capire prima di investire".

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