Milano 27 Settembre 2026

Silvio Garattini, farmacologo di chiara fama, 97 anni suonati – nato a Bergamo nel 1928 – è oggi l’emblema della longevità in Italia. Tutti vogliono carpire il suo segreto, tutte le tv lo vogliono ospitare, eppure la sua ricetta è semplice: camminare tanto, fare pasti frugali (a pranzo solo una spremuta), non bere alcol, non prendere farmaci di alcun genere, lui che per oltre cinquant’anni, fino al 2018, ha diretto il prestigioso Istituto di ricerche Mario Negri di Milano che ha prodotto con i suoi ricercatori caterve di lavori scientifici. Anzi, ricorda di aver preso l’ultimo antibiotico quarant’anni fa.

Il nuovo Istituto “Mario Negri” di Milano inaugurato nel 2007

Le origini sono modeste, il padre un impiegato di banca. Su suo consiglio il giovane prende una strada che gli possa garantire uno sbocco lavorativo in quegli anni incerti di guerra. Così si diploma perito chimico e ha subito due o tre offerte di lavoro. Sceglie la Dalmine dove rimane qualche mese. Ma nel frattempo i fratelli hanno trovato un lavoro, lui pure uno part time e decide di prendere almeno la maturità scientifica e — dopo — di iscriversi a Medicina. Ma al terzo anno avviene un fatto eccezionale: il noto professore di farmacologia Emilio Trabucchi gli chiede di fare una lezione sui rapporti fra struttura chimica e attività farmacologica nel campo degli antistaminici. Compito che, evidentemente, svolge in modo brillante. E quando si tratta di presentarsi all’esame, il professore gli propone di rimanere in università. Inizia così la sua attività come assistente e poi Aiuto all’Istituto di Farmacologia dell’università di Milano, dove rimane fino al 1962 come libero docente in chemioterapia e farmacologia. Nel 1963 Il talentuoso ricercatore fonda l’Istituto Negri che sarà poi la sua carta identitaria più importante e che negli anni crescerà a tal punto da avere 850 ricercatori localizzati in quattro diverse sedi, a Milano, a Bergamo, a Ranica e Santa Maria Imbaro.

Garattini in una immagine giovanile del 1963

Nel frattempo si sposa e mette al mondo cinque figli di cui si sa molto poco vista la sua nota riservatezza (oggi esistono nipoti e anche pronipoti). La sua attività di ricerca va avanti con grande vigore e determinatezza. Provando a fare un rapido elenco delle istituzioni di cui ha fatto parte, é stato membro di vari organismi fra cui: il Comitato di Biologia e Medicina del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), il Consiglio Sanitario Nazionale e la Commissione della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la politica della ricerca in Italia, la Commissione Unica del farmaco del Ministero della Salute.
Ferocemente contestato dalle associazioni contro la sperimentazione animale, ne ha sempre, graniticamente difeso l’utilità: «non se ne può fare a meno per il bene dei pazienti» ha ripetuto più volte. Purtroppo perde la moglie in un incidente stradale, ma a metà degli anni Novanta, all’Ambasciata francese a Roma, ad un convegno, conosce una signora francese che vi insegna, Anny, che diventa sua moglie e che dividerà con lui vita e passioni per molti anni fino alla sua  scomparsa per una grave malattia qualche anno fa. Ma rimasto solo, Garattini riesce a superare anche questa prova – «era una donna meravigliosa», ha ripetuto più volte nelle interviste – , e va avanti giorno per giorno, con la consapevolezza che l’arco di vita che ci è concesso non è infinito. Ma mostra una grande energia, sempre disponibile a dire la sua in interviste e ospitate televisive. Di estrazione cattolica, si dichiara credente. Ma non si è mai saputo a che cosa sia dovuta la scelta di indossare per tutta la vita quel dolcevita bianco al posto della camicia e cravatta…..
In oltre cinquant’anni di attività, l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, sotto la sua direzione, ha prodotto 13.000 pubblicazioni scientifiche e circa 250 volumi, in cancerologia, chemioterapia e immunologia dei tumori, in neuropsicofarmacologia, in farmacologia cardiovascolare e renale. Senza dubbio, un bel bilancio.

Immagine di apertura: Il professor Silvio Garattini in uno scatto di qualche anno fa

 

Elio Musco
Nato a Reggio Calabria, fiorentino di adozione, neuropsichiatra e geriatra. Laureato in Medicina presso l'università di Messina, dopo l’esperienza di medico condotto in Aspromonte, si è trasferito a Firenze presso l’Istituto di Gerontologia e Geriatria diretto dal professor Francesco Maria Antonini. Specializzato in Gerontologia e Geriatria, Malattie Nervose e Mentali, presso l'Ospedale I Fraticini di Firenze si è occupato del settore psicogeriatrico. È stato docente di psicogeriatria all'Università di Firenze. Ha collaborato al "Corriere della Sera" con una rubrica dedicata alla Geriatria.

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