Milano 27 Giugno 2024

Ufficialmente rappresenta il 5% del Pil, ma se si tiene conto dell’indotto, si raggiunge il 13%. Non solo: il comparto impiega il 6% dell’occupazione totale, ma con l’aggiunta dell’indotto, si arriva al 16% e oltre. Nel nostro Paese lavorano attualmente circa 1,4 milioni di addetti, distribuiti in 33mila esercizi alberghieri e 183mila nel resto delle strutture ricettive. Il turismo in Italia è già oggi una delle attività principali del Paese, ma potrebbe in futuro crescere ancora di più. Lo dimostrano le proiezioni che tengono conto delle nuove forme di accoglienza che si sono aggiunte a quella tradizionale alberghiera.

Firenze è una delle mete turistiche più gettonate dai turisti stranieri. I bed&breakfast sono aumentati negli ultimi anni, tanto che gli abitanti oggi denunciano lo svuotamento dei centro storico (foto di Heidi Kaden)

La prima rilevazione congiunta effettuata dall’Istat e dal Ministero del Turismo ha infatti certificato che nel 2023 tra le due grandi tipologie di alloggio è cresciuto maggiormente quello che viene definito l’extra-alberghiero. Gli arrivi e le presenze nei bed & breakfast, presso gli affittacamere, gli agriturismo, i campeggi e i residence sono aumentate complessivamente tra l’11 e il 16,9%, mentre il settore alberghiero tradizionale ha fatto registrare incrementi leggermente più contenuti: l’11,5% in più degli arrivi e l’8,1% delle presenze. La stessa ricerca documenta inoltre il ritorno in massa dei viaggiatori stranieri rispetto a quelli nazionali. Un trend, quello del turismo in Italia, che ha ripreso a correre dopo lo stop temporaneo dovuto al Covid (fenomeno che peraltro ha riguardato tutti i Paesi del mondo). Ora le statistiche ci dicono che nel 2023 il recupero del gap si è definitivamente completato. Il settore ha raggiunto e superato i numeri del 2019, fortemente influenzati dalla pandemia. E nei primi mesi dell’anno in corso, alla vigilia della stagione estiva, la corsa è proseguita. Tanto che a fine 2024 potrebbe essere toccato un nuovo record storico dopo quello che si è registrato alla fine dello scorso anno. Le previsioni elaborate dall’Unwto (agenzia dell’Onu per il turismo) dicono infatti che i viaggi internazionali sono in piena ripresa, con arrivi in crescita rispetto ai valori dell’anno che ha preceduto la pandemia: tra gennaio e marzo le notti di permanenza nelle strutture italiane da parte dei visitatori internazionali sono cresciute del 97% rispetto ai numeri di cinque anni fa.

Una ricerca dell’Istat documenta il ritorno in massa in Italia dei viaggiatori stranieri rispetto a quelli nazionali nel 2023 (foto di Matt Hardy)

Le potenzialità del turismo italiano non sono in discussione. Grazie soprattutto all’imponente patrimonio artistico e naturalistico di cui dispone, il nostro risulta essere il Paese con il maggior numero di siti riconosciuti dall’Unesco come “patrimonio dell’umanità”. Secondo un censimento che risale al 2020 tra siti pubblici e privati si contano 3.337 musei, 295 aree archeologiche e 633 monumenti o complessi monumentali. Senza contare i luoghi di culto, i borghi medioevali e i palazzi di interesse storico. Quanto alla distribuzione territoriale delle presenze (soprattutto straniere) al primo posto figura il Veneto (ovviamente pesa in questo caso la città di Venezia, nonostante la recente introduzione del ticket di ingresso) con il 15,9% del totale. Seguono il Trentino Alto Adige, la Toscana, la Lombardia (con Milano, i laghi, le montagne) e il Lazio (a partire da Roma). Certo, non sono soltanto i monumenti ad attirare i turisti. Ci sono anche la gastronomia, i paesaggi, le spiagge, le montagne. L’Italia è il quinto Paese più visitato al mondo. Ci precedono, per ora, soltanto Francia, Spagna, Usa e Cina. E i tedeschi sono di gran lunga gli stranieri che apprezzano maggiormente il Bel Paese come destinazione delle proprie vacanze.

Carlo Sangalli, 86 anni, Presidente di Confcommercio, e di Unioncamere (fonte: confcommercio)

Ci sono però alcuni ostacoli sulla strada della definitiva consacrazione del comparto turistico, definito da molti il “petrolio d’Italia”. Uno di questi è la difficoltà a reperire manodopera da parte degli operatori a tutti i livelli, dalla ristorazione ai servizi. A lanciare un nuovo allarme su questo fronte è stato, qualche settimana fa, il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, il quale ha ricordato come gran parte dei 170 mila lavoratori che mancano nel commercio in generale siano proprio quelli del turismo “per mancanza di competenze specifiche”. Per questo, ha concluso, occorre fare tutto il possibile per favorire le “politiche attive per la formazione”. Resta poi l’incognita rappresentata dal quadro geo-politico internazionale. In quale misura le guerre in corso influenzeranno le economie dei principali Paesi dai quali proviene il flusso turistico verso l’Italia? Anche se entro l’anno i conflitti dovessero risolversi, una riduzione degli spostamenti per motivi esclusivamente turistici si è certamente in parte già realizzata. Senza contare che un ulteriore freno potrebbe arrivare dalla generale diminuzione del potere d’acquisto da parte dei cittadini di numerosi Paesi. Timori legittimi ma in qualche misura immotivati, se dobbiamo dare credito ai numeri già ricordati. Non è che i conflitti in corso alla fine hanno dirottato verso l’Italia quella quota di visitatori che prima era diretta verso il Medio Oriente e l’Est europeo? È solo un’ipotesi. Tutta da verificare, ma probabilmente non lontana dalla realtà.

Immagine di apertura: foto di Yan krukau

Giacomo Ferrari
Nato a Rivanazzano Terme (Pavia) è giornalista professionista dal 1977. Per quasi trent'anni alla redazione Economia del "Corriere della Sera", è stato per molto tempo titolare della rubrica quotidiana sulla Borsa Valori. Prima di approdare nel 1986 a via Solferino, è stato Caporedattore a "Il Mondo" e in precedenza ha lavorato al "Sole24ore" e alla "Gazzetta del Popolo" di Torino. Tra i suoi libri, "Guida facile alla Borsa", Sperling & Kupfer (tre edizioni, l'ultima nel 2000) e "Meno Agnelli, più Fiat, cronaca di un cambiamento", Daniela Piazza Editore, 2010.Nel 2019 per Mind Edizioni è uscito il suo ultimo libro, "Difendi i tuoi soldi. Capire prima di investire".

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