Pavia 27 Marzo 2026
Quante forme può assumere un territorio quando incontra la visione di un uomo? Oasi Zegna è una di queste risposte, un luogo in cui la natura non è soltanto scenario ma racconto vivente, plasmato nel tempo dalla sensibilità e dall’impegno di Ermenegildo Zegna (Trivero 1892 (Biella) – Trivero, 1966), che seppe immaginare la montagna biellese non come spazio da sfruttare ma come organismo da curare e restituire alla comunità. Imprenditore illuminato, filantropo e fondatore dell’omonimo marchio tessile, Zegna diede alla propria carriera una direzione che superava il perimetro dell’industria, intrecciando produzione, paesaggio e responsabilità sociale in un progetto coerente e lungimirante.

Fin dagli anni Trenta, quando l’industrializzazione avanzava spesso incurante dell’equilibrio ambientale, egli avviò, nell’area intorno al lanificio, un’opera di riforestazione senza precedenti, piantando centinaia di migliaia di alberi sulle montagne intorno a Trivero, trasformando versanti spogli in un mosaico rigoglioso di conifere e latifoglie. Non si trattò soltanto di un intervento estetico o funzionale, ma di una dichiarazione di intenti: l’idea che il lavoro umano dialogasse con la natura senza sopraffarla, costruendo un paesaggio condiviso in cui bellezza e produttività potessero coesistere. Nel corso dei decenni, questo disegno si ampliò fino a diventare un sistema territoriale complesso, attraversato dalla Panoramica Zegna, una strada di montagna che regala a chi l’attraversa il privilegio di un’esperienza che si snoda lungo un percorso che invita a rallentare, a osservare, a riconnettersi con l’ambiente circostante. Boschi, pascoli, sentieri e alpeggi si susseguono come capitoli di un racconto che muta con le stagioni, offrendo al visitatore non solo panorami ma sensazioni e odori che parlano di un equilibrio fragile e prezioso.

In questo contesto si inserisce l’opera della Fondazione Zegna, istituzione nata per custodire e sviluppare l’eredità culturale e ambientale del fondatore, proseguendo un percorso che unisce sostenibilità, cultura e sviluppo locale. La fondazione agisce nel territorio come motore di progettualità, promuovendo iniziative che spaziano dalla tutela del paesaggio alla valorizzazione delle comunità, dall’arte contemporanea all’educazione ambientale. Attraverso programmi di rigenerazione territoriale e collaborazioni con artisti e istituzioni, rinnova costantemente il dialogo tra uomo e natura, mantenendo viva la tensione originaria.

All’interno dell’Oasi Zegna l’esperienza del visitatore si articola in una pluralità di attività che riflettono la natura stessa del luogo, sospesa tra contemplazione e dinamismo, tra cultura e movimento, offrendo occasioni che si adattano a ogni stagione e sensibilità: nei mesi primaverili ed estivi la rete di sentieri invita a escursioni di diversa difficoltà, dal trekking immersivo alla semplice passeggiata panoramica, mentre gli appassionati di ciclismo trovano nella Panoramica Zegna un percorso iconico, capace di coniugare sfida sportiva e piacere visivo; non mancano percorsi dedicati al mountain biking, così come spazi pensati per la pratica dello yoga e attività di benessere all’aria aperta, in un dialogo continuo con il paesaggio circostante.

Con l’arrivo dell’inverno, l’oasi si trasforma ulteriormente, accogliendo gli sport sulla neve con piste da sci, itinerari per ciaspolate e tracciati per lo sci di fondo. Accanto alla dimensione sportiva, si sviluppa un ricco programma culturale che comprende visite guidate, laboratori didattici, eventi legati alla sostenibilità e all’educazione ambientale, pensati per avvicinare il pubblico alla storia e ai valori del territorio, mentre iniziative dedicate alla gastronomia locale permettono di scoprire tradizioni e sapori radicati nella cultura alpina. Parallelamente, l’impegno della Fondazione Zegna si manifesta con particolare intensità nei progetti artistici, che trovano nell’Oasi un laboratorio a cielo aperto dove arte e natura si intrecciano, dando vita a interventi che non si limitano a occupare lo spazio ma lo interpretano e lo trasformano.

Attraverso il programma All’Aperto la Fondazione ha invitato artisti contemporanei di rilievo internazionale a confrontarsi con il paesaggio, generando opere che dialogano con l’ambiente, spesso affrontando temi legati all’ecologia, alla memoria e alla percezione dello spazio naturale. Installazioni permanenti e temporanee punteggiano il territorio come segni discreti capaci di stimolare uno sguardo diverso sul contesto circostante, mentre mostre, residenze artistiche e collaborazioni con istituzioni culturali ampliano ulteriormente l’orizzonte progettuale, trasformando l’oasi in un crocevia di sperimentazioni.

L’Oasi Zegna – riconosciuta ufficialmente negli anni Novanta dalla Regione Piemonte, che ne sancisce il valore come area di interesse ambientale e paesaggistico, e patrocinata dal FAI – diventa il simbolo tangibile di una visione che ha saputo attraversare il tempo, adattandosi ai cambiamenti senza tradire i propri principi. Qui la montagna non è mai immobile, ma organismo in perpetua trasformazione, luogo di incontro tra memoria e innovazione, dove ogni sentiero racconta una storia e ogni intervento umano porta con sé una responsabilità. Come accade nelle grandi narrazioni, anche in questo caso, il paesaggio diventa lo specchio di una visione interiore, quella di chi ha creduto che l’impresa potesse essere strumento di armonia e non di mero consumo. E così, tra boschi che si aprono improvvisamente su vallate luminose e silenzi interrotti solo dal vento, si percepisce ancora la presenza di quell’idea originaria, semplice e rivoluzionaria al tempo stesso secondo cui la bellezza può essere costruita, giorno dopo giorno, con pazienza e rispetto, e che un territorio, se amato e curato, può diventare eredità viva per le generazioni future.
Immagine di apertura: L’Oasi Zegna con i suoi boschi di conifere in primavera




