È possibile offrire le migliori cure odontoiatriche a carico del servizio sanitario? Sembra di sì. Così almeno è partita la Clinica odontoiatrica pubblica a Firenze. Villa Margherita, struttura Asl. 250 prestazioni al giorno a regime distribuite su 21 postazioni dentistiche, di cui 13 attive contemporaneamente; dieci ore di attività, cinque al mattino, altrettante il pomeriggio: dagli esami diagnostici agli interventi conservativi, all’implantologia fino all’ortodonzia dedicata soprattutto ai piccoli pazienti (fino a 14 anni), dall’igiene orale a cure dentali di ogni tipo. E per i pazienti under 16 c’è una lista d’attesa dedicata. Comunque, per la prima visita non si dovrà aspettare più di 90 giorni. Se dal controllo settimanale risulterà che la soglia è stata superata, verranno aggiunte 25 visite al giorno. Così garantiscono i responsabili. Chi paga? Fino a 8.000 euro di reddito Isee tutte le prestazioni sono completamente gratuite, fra 8 e 14mila euro si paga un ticket ridotto, sopra i 14mila si paga il ticket e il manufatto seguendo le tariffe regionali, calmierate rispetto a quelle dei dentisti privati. Quanto si paga senza esenzioni e fuori dal tetto Isee? Qualche esempio: 90 euro la devitalizzazione di un molare, 350 l’applicazione di una capsula, circa 750 per un impianto (chiavi in mano, dente compreso), 628 euro una dentiera (entrambe le arcate), 458 uno scheletrato rimovibile. E l’apparecchio fisso per riallineare i denti? 500 euro i primi due anni di trattamento e, se necessario, 250 il terzo anno e 150 il quarto.

Un dentista al lavoro. Foto di Joseph Shohmelian

Quindi torna il dentista pubblico. Torna perché anche se non diffuso esisteva, a Milano (Ospedale San Paolo) a Roma (Eastman), poi via via è arretrato lasciando sempre più spazi ai privati. Vero che esistono categorie che comunque sono previste a carico del servizio sanitario, ma sono poche e molti sono coloro che per reddito non possono sostenere cure odontoiatriche adeguate. Le migliori dal punto di vista tecnologico e scientifico per intenderci. Realtà ospedaliere che offrono qualcosa in più oltre all’urgenza e all’assistenza minima, esistono. Qua e là, dipende dalle Regioni e da competenze arrivate dal passato. Ma in generale, passo dopo passo, il pubblico è arretrato. Ora, grazie a Villa Margherita (che si occupa al momento soltanto dei cittadini toscani e umbri) è possibile un rilancio. L’Eastman di Roma per esempio, già clinica pubblica importante e di alta attrazione poi passata all’università La Sapienza, cioè al Policlinico Umberto I, e via via limitata ai soli pazienti previsti dai Lea (livelli essenziali di assistenza), quindi al minimo indispensabile. Francesco Riva, che fino a un anno fa è stato Primario della Chirurgia odontoiatrica dell’Eastman, da sempre vorrebbe una odontoiatria di qualità a costi accessibili, calmierati, e ricorda l’Eastman del passato: «Un tempo si curavano i pazienti e la struttura, anche se migliorabile, funzionava. Avevo una lista d’attesa da 10-15 giorni per malati fragili. Con il passaggio all’università sono sorte via via difficoltà che hanno di molto allungato i tempi di risposta». Riva spera che la fiorentina Villa Margherita possa servire da stimolo. In effetti, anche per l’Eastman ora si sta pensando a interventi extra Lea a tariffe ridotte.
Per Villa Margherita è comunque un successo. Leonardo Pasquini, direttore del Centro unico di prenotazione dell’Asl Toscana Centro, spiega: «Oltre 4.000 prenotazioni effettuate in pochi giorni e solamente il 25% soggetto a ticket». Di certo, prima dell’apertura in molti ignoravano che anche chi ha redditi superiori alle fasce più deboli può rivolgersi agli ambulatori odontoiatrici Asl. La buona notizia: gli odontoiatri che lavorano nelle strutture pubbliche non sono più i “dentisti della mutua” di un tempo che toglievano i denti ai pazienti e mettevano la dentiera, ma professionisti di alto profilo che lavorano con tecnologie di ultima generazione. E così il pubblico trova un rilancio.

Immagine d’apertura: Mohamed Hassan 

Nato a Roma, giornalista e scrittore. Si occupa di informazione medico-scientifica e sanitaria dal 1976. Ha legato gran parte della sua carriera al "Corriere della Sera". Oggi dirige URBES, primo magazine italiano che si occupa di salute nelle città. Insieme a Umberto Veronesi, ha scritto "Una carezza per guarire" (Sperling & Kupfer 2004), "Le donne vogliono sapere" (Sperling & Kupfer 2006), "L’eredità di Eva" (Sperling & Kupfer 2013), "Verso la scelta vegetariana" (Giunti 2011), "I segreti di lunga vita" (Giunti 2013), "Ascoltare è la prima cura" (Sperling & Kupfer 2016). Suo anche "L’Artusi vegetariano "(TAM editore, 2016) e "L’orto di Michelle" (Universo Editoriale, 2017) scritto con Federico Serra. L'ultimo, “Il genio in cucina” (Giunti editore, 2019)

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