Milano 28 Maggio 2022

Vegetariani e vegani in ascesa nel nostro Paese: insieme raggiungono una percentuale dell’8,2 per cento sul totale degli italiani secondo il Rapporto Italia 2021 di Eurispes. Una percentuale significativa, ma i vegani sono in minoranza con il 2,2 per cento mentre i vegetariani fanno la parte del leone con il 6 per cento. Certamente la dieta vegana è restrittiva, visto che non esclude solo il consumo di carne e pesce, ma prevede l’eliminazione completa di tutti i prodotti di origine animale, compresi latte, derivati e uova. Più facile a dirsi che a farsi. Chi lo fa, ha anche una forte motivazione ideologica dettata dal rispetto del mondo animale e marino e, più in generale, degli ecosistemi.

La Piramide vegana stilata dal Dipartimento della nutrizione dell’Arizona State University

Ora una ricerca potrebbe aumentare la sua popolarità visto che rivela come una dieta vegana seguita per dodici settimane possa portare ad una perdita di peso significativa e migliorare il controllo della glicemia nelle persone in sovrappeso e in chi soffre di diabete. Anche se questa dieta ricca di frutta, verdura, noci, legumi e semi non sembra però influire sulla pressione o sui trigliceridi (i grassi nel sangue che non sono colesterolo, molto influenzati dalla dieta) rispetto ad altri regimi alimentari.
È quanto emerso da un riesame di 11 studi che hanno coinvolto quasi 800 partecipanti di età compresa tra 48 e 61 anni in sovrappeso o con il diabete, presentato al Congresso europeo sull’obesità, che si è svolto ai primi di maggio a Maastricht, nei Paesi Bassi. L’indagine è firmata da Anne-Ditte Termannsen e colleghi dello Steno Diabetes Center di Copenhagen.

Gustosi spiedini vegetali (foto di Rita E)

I ricercatori hanno condotto una revisione sistematica di tutte le ricerche in lingua inglese pubblicate fino a marzo 2022 che hanno confrontato l’effetto delle diete vegane con altri regimi alimentari sui fattori di rischio cardiaco e metabolico, ovvero peso corporeo, indice di massa corporea (BMI), livelli di zucchero nel sangue, pressione sanguigna, colesterolo totale, colesterolo a bassa densità (il cosiddetto “colesterolo cattivo”, o LDL), colesterolo ad alta densità (quello buono, o HDL) e trigliceridi.

La dieta vegana fa calare di peso, lo ha dimostrato una revisione di ben 11 studi in proposito (foto di happyveganfit)

Le diete vegane sono state confrontate con gruppi di persone che continuavano un’alimentazione normale o con partecipanti che seguivano altri interventi dietetici come la dieta mediterranea, diete per il diabete o a porzioni controllate. Gli studi sono durati per almeno 12 settimane (durata media 19 settimane) e hanno considerato una perdita di peso di almeno 5 chili clinicamente significativa.
Le analisi hanno rilevato che, rispetto alle diete di controllo, le  vegane hanno ridotto significativamente il peso corporeo (effetto medio: meno 4,1 chili) . Ma gli effetti sul livello di zucchero nel sangue (meno 0,18 per cento), sul colesterolo totale e sul colesterolo a bassa densità sono stati piuttosto limitati. Ulteriori analisi hanno riscontrato riduzioni ancora maggiori del peso corporeo quando le diete vegane sono state confrontate con il proseguimento di una dieta normale senza cambiamenti.

Le noci sono elementi importanti nella dieta vegana per il loro apporto di proteine (foto di Engin Akyurt)

«Questa rigorosa valutazione delle migliori prove disponibili fino ad oggi indica con ragionevole certezza che l’adesione a una dieta vegana per almeno 12 settimane può comportare una perdita di peso significativa e migliorare i livelli di zucchero nel sangue, e quindi può essere utilizzata nella gestione del sovrappeso e del diabete – afferma Anne-Ditte Termannsen -. Le diete vegane portano probabilmente alla perdita di peso perché sono associate a un ridotto apporto calorico dovuto a un minor contenuto di grassi e un maggiore contenuto di fibre alimentari. Tuttavia, sono necessarie ulteriori prove per quanto riguarda altri esiti cardio-metabolici».
Commenta Maria Cristina Ribaudo, diabetologa di Roma (Asl Roma 4 e Roma 6): «Nell’arco di tre settimane la dieta vegana ha dato un alto risultato, ma non è chiaro che cosa accada nel lungo periodo. Ha effetto sul calo di peso e quindi anche sul diabete, meglio ancora sul prediabete. Riguardo al rischio di incidenti cardiovascolari, però, resta consigliabile la dieta mediterranea, perché non abbiamo dati nel lungo periodo per la vegana. Sarebbe opportuno a questo punto studiare soggetti vegani per più di tre mesi».
«L’effetto sul calo di peso si manifesta anche sul diabete, ma non sembra vi siano risultati eclatanti sul colesterolo – prosegue l’esperta -. Nel diabete giova anche diminuire pane e pasta e aumentare frutta e verdura. Per il rischio cardiovascolare resta eccellenza la dieta Mediterranea, anche perché negli studi è stata osservata per anni».
Un consiglio da trarre? «Un reset metabolico fa molto bene, che sia con la dieta vegana o riducendo semplicemente pasta e pane e aumentando frutta e verdura. Per un breve periodo perché ancora non si sa che cosa accade sui tempi lunghi. Per un mese o due l’anno».

Immagine di apertura: foto di Gerhard G.

Nato a Roma, giornalista e scrittore. Si occupa di informazione medico-scientifica e sanitaria dal 1976. Ha legato gran parte della sua carriera al "Corriere della Sera". Oggi dirige URBES, primo magazine italiano che si occupa di salute nelle città. Insieme a Umberto Veronesi, ha scritto "Una carezza per guarire" (Sperling & Kupfer 2004), "Le donne vogliono sapere" (Sperling & Kupfer 2006), "L’eredità di Eva" (Sperling & Kupfer 2013), "Verso la scelta vegetariana" (Giunti 2011), "I segreti di lunga vita" (Giunti 2013), "Ascoltare è la prima cura" (Sperling & Kupfer 2016). Suo anche "L’Artusi vegetariano "(TAM editore, 2016) e "L’orto di Michelle" (Universo Editoriale, 2017) scritto con Federico Serra. L'ultimo, “Il genio in cucina” (Giunti editore, 2019)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui