Milano 23 Maggio 2020

Nella Contea di Walla Walla, nello Stato di Washington, è scoppiata la moda dei Covid Party, raduni tra gente infetta e persone sane con l’obiettivo di sviluppare l’immunità di gregge, ovvero la capacità di un gruppo di resistere ad un’infezione verso la quale gran parte dei  suoi componenti è immune. Il fenomeno è stato raccontato dal quotidiano inglese The Guardian, che si è basato sul bollettino ufficiale di Walla Walla e ha già fatto il giro del mondo, ripreso da tutti i media, italiani compresi. Il caso ha riguardato, in particolar modo l’azienda Tyson Fresh Meats, un macello che si occupa anche di trattare e confezionare la carne bovina, dove è risultati positivo un dipendente su otto. Indagando sui motivi di questi contagi è emerso che il macello era luogo di party serali in tempo di quarantena. Risultato? A Walla Walla 100 contagiati il 5 maggio su una popolazione di 59 mila abitanti. La direttrice del dipartimento sanitario della Contea, Meghan DeBolt, ha dichiarato al Guardian che gran parte dei casi di contagio potrebbe essere imputabile proprio ai Covid party e ha sconsigliato alla popolazione di partecipare ancora a questo genere di raduni. Prima nessuno si era accorto di quanto stava accadendo, anche perché la pratica è vietata e gli organizzatori hanno fatto in modo che di queste feste nulla trapelasse. Ovviamente come ogni party trasgressivo che si rispetti, alcolici e droghe di certo non mancano e, come all’epoca del proibizionismo, essere a contatto fisico e baciarsi è la scarica di adrenalina da non perdere.

Le feste e i party sono, ovviamente, pericolose occasioni di contagio finché non si sarà allentata la morsa del Coronavirus. Per i giovani è una realtà difficile da accettare (foto di Free Photos)

Anche i Centers for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti (i CDC, l’Ente federale di controllo delle malattie) si sono scagliati contro questa pratica “inconsueta” mettendo in guardia i giovani dal pericolo di contagiare persone più vulnerabili di loro. In realtà, questo virus è talmente sconosciuto che alcuni ictus e infarti tra i giovani potrebbero essere proprio riconducibili ad una forma fulminante di Covid-19. Non solo, a proposito dell’immunità di gregge, al momento non esiste alcuna certezza che gli anticorpi immunizzanti siano duraturi nel tempo. E questo è anche un limite nello studio di un vaccino. Il fenomeno delle movide al chiuso sembra abbia cominciato a diffondersi dopo l’ipotesi dei “passaporti d’immunità”. In passato ci sono stati altri eventi simili negli Stati Uniti e in Nord Europa, tipo la festa della Varicella o i Morbillo party, diffusi in particolare tra i genitori No-Vax: si invita un bambino malato affinché gli altri restino contagiati e sviluppino un’immunizzazione “naturale”. Ora occorre stare attenti che entrati nella Fase 2 questa moda non prenda piede anche in Europa. In Italia, ad esempio, che sembra un Paese in via di guarigione, ma dove già sono stati segnalati i primi fenomeni di assembramento fra i giovani. «Si fa presto a riammalarsi – commenta Walter Ricciardi, membro del comitato esecutivo dell’OMS e Consigliere per l’emergenza Covid-19 del ministro della Salute Roberto Speranza -. I Coronavirus party sono una moda da non imitare mai, perché mette in pericolo se stessi e gli altri. Una pura follia».

Immagine di apertura: foto di cottonbro

Nato a Roma, giornalista e scrittore. Si occupa di informazione medico-scientifica e sanitaria dal 1976. Ha legato gran parte della sua carriera al "Corriere della Sera". Oggi dirige URBES, primo magazine italiano che si occupa di salute nelle città. Insieme a Umberto Veronesi, ha scritto "Una carezza per guarire" (Sperling & Kupfer 2004), "Le donne vogliono sapere" (Sperling & Kupfer 2006), "L’eredità di Eva" (Sperling & Kupfer 2013), "Verso la scelta vegetariana" (Giunti 2011), "I segreti di lunga vita" (Giunti 2013), "Ascoltare è la prima cura" (Sperling & Kupfer 2016). Suo anche "L’Artusi vegetariano "(TAM editore, 2016) e "L’orto di Michelle" (Universo Editoriale, 2017) scritto con Federico Serra. L'ultimo, “Il genio in cucina” (Giunti editore, 2019)

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