Pavia, 27 Settembre 2025
Villa Visconti Borromeo Litta a Lainate, nei pressi di Milano, rappresenta uno dei complessi più affascinanti del panorama architettonico e paesaggistico lombardo, un luogo in cui la magnificenza nobiliare del Cinquecento si intreccia con la fantasia barocca e con l’ingegno tecnico capace di meravigliare i visitatori di ogni epoca.

Sorprendere il visitatore, divertendolo, fu l’intento dell’ideatore del complesso, il Conte Pirro I Visconti Borromeo, che, nella seconda metà del XVI secolo, ideò il progetto della dimora come l’ampliamento di un possedimento originariamente destinato alla conservazione di prodotti agricoli. Con il proprio intento Pirro ridefinì l’architettura e la decorazione del corpo residenziale, impostò il giardino-parco e ideò il Ninfeo, progettato da Martino Bassi e concepito come espositore di dipinti, sculture, curiosità e luogo d’animazione con i celebri spettacoli idraulici. Delizie artistiche, storiche e divertissement lasciano il visitatore incantato da tanta bellezza per la varietà dei mosaici di Camillo Procaccini dalla particolare tecnica in ciottoli colorati, delle statue di Francesco Brambilla il Giovane e Marco Antonio Prestinari, di affreschi – tra cui il Mercurio dell’atrio d’ingresso dipinto con illusionistico “sotto in su” da Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone – di fontane e giochi d’acqua. La residenza divenne presto una cornice ideale per feste e ricevimenti, ma anche simbolo di potere e di cultura, pensata per ospitare momenti di rappresentanza e per offrire agli ospiti un’esperienza unica nel suo genere, che ancora oggi mantiene intatto il suo fascino.

L’ingresso alla Villa è costituito da un corpo allungato di rustici su due piani e immette nel cortile d’onore circondato da edifici di cui, sul lato destro, si trovano locali un tempo adibiti ad ambienti di servizio come scuderie, abitazioni per i contadini e stalle, e sul fondo si affaccia il fronte della Casa Signorile, detta anche Riposteria, edificio cinquecentesco su due livelli a pianta rettangolare, che costituisce il nucleo più antico del complesso. Un porticato architravato, retto da coppie di colonne in granito fa da filtro a una sala a pianta circolare con nicchie agli angoli, chiamata Rotonda del Mercurio per via del maestoso soggetto che ne decora la volta, dalla quale si accede a sale completamente adorne di affreschi del tardo Cinquecento lombardo.
Fino agli anni Venti del Settecento la villa mantenne invariato il proprio impianto: sarà Giulio Visconti Borromeo Arese, ultimo erede della dinastia, a costruire il cosiddetto “Quarto nuovo”, a chiusura della corte d’ingresso sul lato sinistro del cortile.

Al piano terra la maggior parte degli ambienti presenta soffitti affrescati, mentre il piano nobile è caratterizzato dal grande Salone della Musica, una sala a doppia altezza con splendide balconate per musici in ferro battuto, sorrette da telamoni di grande effetto e decorazioni in stucco ad opera di Donato Carabelli.
Il cuore della Villa è senza dubbio il Palazzo delle Acque, più comunemente conosciuto come Ninfeo, un suggestivo gioiello di architettura e d’ingegneria idraulica che incanta il visitatore con i suoi giochi d’acqua, le grotte artificiali, le statue e i mosaici, ricreando un mondo in cui il mito e la natura dialogano attraverso uno straordinario linguaggio scenografico, capace di suscitare meraviglia e divertimento. Questo Ninfeo appresenta uno dei migliori esempi di questo genere artistico in Italia, frutto di un gusto rinascimentale che guardava tanto all’antico quanto alle nuove possibilità tecniche offerte dal controllo dell’acqua – elemento vitale e simbolico, ma anche strumento ludico e teatrale.

Le sale interne del Ninfeo sono decorate con pietre, conchiglie, stucchi e sculture che danno vita a un ambiente fantastico, animato da automi idraulici e da improvvisi zampilli d’acqua, parte di un ingegnoso meccanismo che riflette l’intento del conte Pirro di stupire i propri ospiti e di avvolgerli in un’esperienza sensoriale totalizzante, quasi un viaggio iniziatico tra mitologia e meraviglia artificiale. Questo ambiente non era solo svago aristocratico, ma una dichiarazione di prestigio e cultura, testimonianza di un’epoca in cui la villa era teatro della vita sociale e intellettuale.
Attorno al Ninfeo si sviluppa il grande parco-giardino, ampliato e modificato nei secoli, passando dal rigore geometrico rinascimentale agli scenari più liberi e pittoreschi dell’Ottocento, con viali alberati, statue e fontane che accompagnano il passeggiatore in un percorso immerso nella natura e nella storia.

Il parco stesso diventa un’estensione del Ninfeo, un luogo in cui l’arte si fonde con il paesaggio e in cui si riflette il gusto delle diverse epoche. Anche gli interni della dimora raccontano la storia delle famiglie che l’hanno abitata e arricchita, dai Visconti Borromeo ai Litta, con gli affreschi, le decorazioni barocche e gli arredi che testimoniano l’evoluzione del gusto e dello stile. L’importanza di Villa Borromeo Visconti Litta non si esaurisce però nella sua funzione storica, perché oggi rappresenta un patrimonio di valore identitario per l’intero territorio, oggetto di un costante lavoro di restauro e valorizzazione che negli ultimi decenni ha permesso di riportare alla luce la ricchezza dei suoi dettagli e di renderla accessibile a un pubblico sempre più vasto.

Le facciate del Ninfeo furono reinventate nella seconda metà del Settecento, per volere del marchese Pompeo Litta, nipote di Giulio, che avviò la sistemazione scenografica del parco, con fontane monumentali, affidando a Giuseppe Levati, pittore prospettico dell’Accademia di Brera, la decorazione della sala da pranzo, con stucchi e affreschi su volte e pareti.
L’ultimo atto nel disegno del giardino si colloca all’inizio del XIX secolo: l’inserimento, come dettava la “moda” del tempo, di un boschetto paesaggistico, all’inglese, opera di Luigi Canonica.

Dopo un lungo periodo di abbandono, con il rilevamento della proprietà da parte di Alberto Toselli nel 1932 furono avviati i primi restauri e la riattivazione dei giochi d’acqua. È solo, però, in seguito all’acquisto da parte del Comune nel 1971 e ai consistenti interventi di recupero del Ninfeo che il complesso delle meraviglie riprese a stupire i visitatori.
Ogni visita alla Villa è un viaggio nel tempo, capace di raccontare la storia e i traguardi tecnologici di un’epoca intera. Il Ninfeo con le proprie folie d’eau continua a sorprendere grandi e piccoli, mantenendo vivo lo spirito originario di meraviglia e stupore, mentre il parco e le sale del complesso arricchiscono il percorso con la loro bellezza senza tempo.
Immagine di apertura: gli scenografici giochi d’acqua del Ninfeo di Villa Visconti Borromeo Litta a Lainate, vicino a Milano




