Milano 21 Dicembre 2021
Se non tutti i regali riescono con il buco, qualche dono avvelenato si trova pure sotto l’alberello della tv. Basta scorrere un qualsiasi palinsesto di dicembre per inciampare in una caterva di titoli tutti renne e palle di neve, Babbi barbuti e panciuti, bimbi piacioni, principi ossigenati e poveri assiderati, cinepanettoni flatulenti…
Allora, in attesa che arrivi l’Epifania e tutte quelle scempiaggini se le porti via, per salvare quel che resta dei neuroni e scansare la crisi glicemica da eccessi sentimental-zuccherosi, urge rispolverare la personale cineteca capace di trasformare un uggioso pomeriggio festaiolo in un pomeriggio di buon umore.

Fanny e Alexander. Numero 1, 2 e 3 della classifica. Il capolavoro di Ingmar Bergman occupa idealmente i primi tre vertici della nostra graduatoria. Un Natale primi Novecento di una famiglia altoborghese svedese visto attraverso gli occhi di due bambini. La cena di gala, i regali sotto il pino, la neve che impreziosisce i vetri, i calici che tintinnano. E il teatrino delle marionette, le apparizioni della Lanterna magica, lo zio Gustav donnaiolo e beone, i girotondi per la casa dove tutti, sposi e amanti, si tengono per mano… Bergman mescola autobiografia e rimandi letterari, con tocco geniale accosta Dickens e Kierkegaard, Strindberg e i Buddenbrook. 192 minuti di gioia, poesia, sofferenza. Quattro Oscar più che meritati.

Tutti insieme appassionatamente. Numero 1, 2 e 3 della classifica. Bergman certo non si offende. Capolavoro di altro genere, musical spensierato e drammatico. Il regista Robert Wise s’ispira alla commedia musicale The Sound of Music, a sua volta tratta dall’autobiografia di Maria von Trapp, nel film la più piccola dei sette figli del comandante della Marina austriaca Georg von Trapp (Christopher Plummer, austero e fascinoso). Rimasto vedovo, l’uomo assume una governante per i pargoli indisciplinati, dal convento di Salisburgo gli mandano una novizia che ha i tratti gentili ma niente affatto docili di Julie Andrews. Che, forse memore della Mary Poppins dell’anno prima, riesce a conquistarli tutti in un baleno. E con loro anche il cuore del burbero comandante. Canzoni meravigliose, una per tutte My Favorite Things, musiche di Richard Rodgers, voglia di fare karaoke con i magnifici protagonisti. Si ride, si canta, ci si commuove. 5 Oscar.
Seguono in ordine sparso, e sostanzialmente a pari merito, altri film al gusto di cannella e peperoncino.

La vita è meravigliosa. Vigilia di Natale in bianco e nero, James Stewart perde il lavoro, medita il suicidio, ma trova un angelo custode “di seconda classe” che, come fosse al cinema, gli mostra come sarebbe la vita senza di lui. Se non si perde la speranza, c’è sempre un miracolo in agguato. Dopotutto siamo a Natale. A dirigerlo nel ’46 il grande Frank Capra.

Nightmare before Christmas. Natale dark di Tim Burton, incubi, tombe, lupi mannari, tanta ironia corrosiva. Film d’animazione e di culto, il suo protagonista, Jack Skeletron, è il re delle zucche di Halloween e del cimitero. Stanco di spaventare i bambini, mediterebbe anche lui di farla finita se… non fosse già morto. Scortato dal suo cane fantasma, Zero, scopre la città del Natale, e decide di cambiar vita. Scheletrino sì, ma vestito d Babbo Natale, porterà doni ai bimbi. Impresa non facile. Horror e risate, poesia e magia.

Regalo di Natale. Nero nerissimo Pupi Avati, regista di commedie ma con vocazione horror. Una partita a poker riunisce tre amici la vigilia,, il quarto è un misterioso avvocato di cui si sa solo che è molto ricco e ama l’azzardo. Per i tre il “pollo” ideale da spennare. A mezzanotte in punto s’inizia a giocare, ma le carte “parlano”, diventano lo strumento per scoprire segreti, ripicche, tradimenti. Poker fantastico anche di attori, Diego Abatantuono, Carlo Delle Piane, Gianni Cavina, Alessandro Haber. Il successo è tale che quasi 20 anni dopo, 2004, Avati realizza il sequel, La rivincita di Natale. Sempre con gli stessi interpreti.

Bianco Natale. Commedia, sentimentale e musicale. Ma come, e la melassa? Il rischio vale la candela visto che a spargerla cantando e ballando qui sono Bing Crosby e Danny Kaye, ex militari scritturati per il veglione in un vecchio hotel in montagna. Non troveranno la neve ma l’amore sì. Canzoni di Irvin Berlin: The Best Things Happen While You’re Dancing è da mettere in pratica la notte di fine anno. A dirigerlo nel 1954 Michael Curtiz, quello di Casablanca, quello che l’anno dopo realizzerà Non siamo angeli, dove tre evasi da un penitenziario (Humphrey Bogart, Peter Ustinov, Aldo Ray) trovano ospitalità in una casa dove tutto va a rotoli e in pochi giorni, miracolo di Natale, rimettono ogni cosa in sesto.

Brian di Nazareth. Natale dissacrante secondo i geniali e irriverenti Monty Python. Nato nella stessa notte di Gesù, nella grotta accanto, Brian viene scambiato dai Magi per il Bambinello e coperto di doni. Salvo riprenderseli tutti appena scoperto l’equivoco. 33 anni dopo Brian ascolta per caso il discorso della montagna di Gesù, lo interpreta a modo suo e decide di fare la sua rivoluzione militando nel Fronte popolare di Liberazione della Palestina. Finirà anche lui sulla croce. Bersaglio di censure su molti fronti, il film fu accusato di blasfemia dalla Chiesa, messo al bando in molti Paesi. Pur se girato nel ’79, in Italia uscì solo nel 1991. Vederlo o rivederlo per un Natale finalmente laico.
Immagine di apertura: Fanny (Pernilla Allwin) e Alexander (Bertil Guve) protagonisti del pluripremiato Fanny e Alexander, regia di Ingmar Bergman (1982)




